L’allenatore della Roma Femminile, Luca Rossettini, ha rilasciato delle dichiarazioni al termine della partita contro la Ternana che ha consacrato la Roma Campione d’Italia per la terza volta in quattro anni:
RAI SPORT Come sta la giocatrice dopo quanto accaduto? “Dispiace, è un momento di festa e non sono cose piacevoli. Però sono situazioni che succedono, fanno parte del calcio. Le auguriamo il meglio e speriamo che non sia nulla di grave”.
Allenatore campione d’Italia: che emozione sta provando in questo momento? “È il coronamento di un lavoro iniziato quest’estate, in mezzo a mille dubbi: non ci dava credito nessuno. Siamo ripartiti con un progetto nuovo, con tantissime incognite, io per primo in un’esperienza totalmente nuova. Però devo dire che ho trovato un gruppo di lavoro straordinario: oltre alle giocatrici, lo staff, la società, un ambiente che mi ha dato fiducia, mi ha fatto lavorare e mi ha supportato anche nei momenti difficili. Sono orgoglioso, davvero orgoglioso delle mie giocatrici”.
Ora vi aspettano altri impegni importanti: come li affronterete? “Siamo arrivati fino in fondo a tutto. Adesso ci aspetta una finale di Coppa Italia importantissima e le ultime due partite di campionato. Vogliamo fare bene e concludere nel migliore dei modi, perché è giusto così: lo merita questo pubblico incredibile, questo club e questa città che ci ha sempre sostenuto, anche in tutta Europa”.
Vuole fare delle dediche per questa vittoria? “Sì, vorrei fare tre dediche. La prima è a mia moglie Valentina e ai miei figli: senza il loro supporto non avrei potuto fare tutto questo. Mi hanno dato la tranquillità di stare lontano da casa ed è una gioia grandissima. La seconda è per Davide Astori, una persona fondamentale nella mia vita calcistica e umana. Ho promesso alla famiglia di ricordarlo ogni volta possibile. Associo a lui anche un mio ex compagno, Alex Manninger, che ci ha lasciato da poco: sono persone che porto nel cuore e che mi hanno insegnato tanto. La terza dedica è a questa gente e a questi colori incredibili, che mi hanno segnato il cuore tanti anni fa, nel 2007, quando entrai per la prima volta in uno stadio di Serie A, all’Olimpico. Tornare qui da protagonista e gioire con questa gente è qualcosa di unico”.
Avrebbe mai pensato di arrivare a questo traguardo? “Ci si spera sempre, perché si lavora per questo, con standard alti e puntando al massimo. Però la vittoria non è mai scontata: dipende da tanti fattori, che oggi si sono incastrati alla perfezione. Ho vissuto tante delusioni nella mia carriera, sia da calciatore che da allenatore, ma evidentemente erano tappe per arrivare fin qui. Ora ce lo godiamo, festeggeremo con la nostra gente e poi torneremo a lavorare: ci aspetta la finale di Coppa Italia e vogliamo fare qualcosa di ancora più straordinario.”
Un ultimo messaggio prima dei festeggiamenti? “Grazie davvero a tutti. Adesso ci godiamo questo momento e poi penseremo al futuro”.
MIXED-ZONE Come è stato costruito questo successo? “Ho trovato un gruppo e una società che mi hanno supportato e messo nelle condizioni di portare le mie idee e il mio modo di vedere il calcio. Questa è una squadra che non ha stravinto, ma ha vinto guadagnandosi ogni punto sul campo, spesso con margini molto ridotti. Ha imparato durante l’anno a fare tante cose: a giocare, a difendersi, a ripartire. Sono davvero orgoglioso della disponibilità e della qualità che le ragazze hanno messo in campo, anche nei momenti difficili, perché dopo ogni caduta hanno sempre trovato l’energia per rialzarsi e andare a vincere partite importanti”.
Quanto hanno inciso i momenti difficili della stagione? “All’inizio forse non eravamo pronti per vincere, abbiamo perso delle finali pur giocando bene. Però questa squadra aveva margini importanti e lo si vedeva nel lavoro quotidiano. Sono emerse anche delle sorprese che magari dall’esterno non si aspettavano, ma quei “diamanti grezzi” sono stati lavorati. Per un allenatore è l’orgoglio più grande vedere le giocatrici crescere e migliorare all’interno del gruppo”.
Ora la squadra è pronta per vincere anche la Coppa Italia? “Intanto siamo pronti a vincere il campionato, poi le finali sono partite da giocare. Ci arriveremo con una consapevolezza e un entusiasmo diversi. Vogliamo finire al meglio le ultime gare e presentarci alla Coppa Italia nel modo giusto. Provare a fare il doppio titolo sarebbe qualcosa di straordinario”.
Cosa ti rende più orgoglioso di questo percorso? “Non era scontato arrivare fino in fondo. Le nostre vittorie sono state spesso di misura, contro squadre forti come Juventus, Inter, Milan e Fiorentina. Questo gruppo è cresciuto nel tempo, anche grazie al lavoro fatto prima del mio arrivo. C’era voglia di rivalsa dopo una stagione difficile. Ricordo le parole di Giugliano all’inizio dell’anno: “mister, io voglio vincere”. Da lì è iniziato tutto”.
ASROMA.COM Finalmente è arrivato questo Scudetto, meritato soprattutto per il percorso che la squadra ha fatto in questo campionato… “Meritato. Ce lo siamo guadagnato partita dopo partita. Anche nelle delusioni questa squadra ha sempre avuto la forza di trovare energie per rialzarsi. Non era facile dopo due finali perse a inizio stagione, in Women’s Cup e poi a gennaio in Supercoppa. La squadra ha dei valori che vengono anche da lontano, e va sottolineato: vanno ringraziate anche le persone dalle quali io eredito un lavoro, come mister Spugna che c’era fino all’anno scorso e che ha lasciato comunque un’eredità incarnata dalle giocatrici che sono rimaste. E poi ci sono le nuove, che hanno dato un contributo, freschezza, entusiasmo, voglia, spensieratezza e anche grandi sorprese, che sono fiorite durante quest’anno. E non voglio citarne una perché ce ne sono tante. È una gioia grande, ce la siamo guadagnata. E adesso gioiremo, festeggeremo e poi ci rimetteremo al lavoro perché abbiamo anche una finale di Coppa Italia da provare a vincere”.
Prima di questa partita che clima c’era nei minuti prima che iniziasse questa gara, nello spogliatoio, anche durante la riunione tecnica? Che sguardi ha visto? “Ho visto grande concentrazione, ho visto entusiasmo, ho visto voglia e anche impazienza di andare a giocare questa partita. Il compito era cercare di arrivarci bene con la stessa attenzione, con la stessa cura con cui abbiamo preparato tutte le partite quest’anno, e un lavoro che ci ha viste arrivare in fondo a tutte le competizioni, dalle Women’s Cup, ci ha viste centrare la qualificazione in Champions in gare difficilissime perché abbiamo perso in casa una partita tosta contro lo Sporting, ci ha viste arrivare in fondo al campionato, ci ha viste arrivare in fondo in Coppa Italia. Sono orgoglioso, mi sento fortunato per aver condiviso questo percorso con un gruppo incredibile di ragazze perbene che hanno valori, che hanno qualità, uno staff preparato che mi ha saputo aspettare, che mi ha saputo dare il tempo per conoscerci, e una Società che ci ha dato sempre il supporto e il sostegno anche nei momenti un po’ particolari che abbiamo vissuto”.
Se lo immaginava a inizio stagione, appena arrivato. Per lei è stata una scommessa, si è messo in gioco. Che effetto le fa ora? “Io penso a fare al meglio delle mie possibilità un lavoro straordinario, bellissimo, che ti permette di entrare in relazione con le giocatrici, ti permette di provare a condividere le proprie idee. E devo dire che quella è forse la gioia più grande: più che la vittoria, il fatto di vedere che un gruppo ti segue, dà tutto, cerca di mettersi a disposizione, cerca di mettere in campo quello che è il lavoro quotidiano. Poi la vittoria è la ciliegina sulla torta. Dicevo alle ragazze prima della partita che questi momenti, quelli che arrivano immediatamente prima, sono indimenticabili, perché ti muovono dentro, ti fanno vivere delle emozioni che non tornano più. Poi vinci e già hai la testa alla partita dopo, a quello che puoi far meglio. Invece i momenti prima sono qualcosa che mi porterò sempre nel cuore, perché guardi gli occhi delle ragazze, guardi gli occhi dello staff e guardi tutte queste energie che sono indirizzate, che sono condivise per un unico obiettivo. È qualcosa che mi porterò sempre dietro. Mi porterò sempre dietro l’affetto di questo pubblico. E non vediamo l’ora veramente tutti quanti di andare a condividere questa gioia con il grande popolo romanista, che ci aspetta lunedì allo Stadio Olimpico”.
FONTE: asroma.com / Redazione Tuttoasroma











