L’allenatore della Roma, Gian Piero Gasperini, al termine della partita contro il Manchester United, ha rilasciato alcune dichiarazioni al riguardo:
SKY Ci troviamo a commentare situazioni analoghe, no? Momenti di grande spettacolo qui all’Old Trafford per 55-56 minuti. Avete dato spettacolo, poi avete subito una rimonta stile Real Madrid. La differenza, secondo me, è che c’è stato questo episodio un po’ generoso del rigore concesso, che ha cambiato e invertito la tendenza della partita. Ci sono analogie o ci trovi cose più gravi o meno gravi? “No, penso sia stata una partita diversa. È successo tutto negli ultimi sette-otto minuti su delle palle inattive da calcio d’angolo e non c’erano altri segnali così evidenti, come invece è stato soprattutto dopo il rigore, che sicuramente ha dato grande slancio a loro e noi non siamo riusciti a tenere questa spinta”.
Subire gol così ravvicinati in un momento in cui andrebbe gestito il risultato è un problema oppure c’è una componente di casualità, secondo lei? “No, no, non c’è casualità, ma sono situazioni diverse. Nel caso di questa sera non abbiamo avuto, a differenza del primo tempo, la forza sui loro attaccanti, che poi erano quelli che creavano difficoltà. E poi c’è comunque da dire che il primo gol è arrivato su questo rigore. Poi c’è stato questo infortunio sul secondo gol. Forse è un momento in cui la partita si era un po’ riequilibrata, perché ci sta che contro il Manchester magari ci sia quel quarto d’ora, venti minuti in cui soffri e, se riesci a passare indenne da questi episodi, poi magari vinci anche”.
Avete fatto un primo tempo spettacolare, dominando la partita. Potevate segnare anche il terzo gol. Nel secondo tempo, però, loro hanno cambiato sistema di gioco, vi hanno pressato di più e non vi hanno permesso di giocare. Non siete stati più la stessa squadra, con la stessa personalità del primo tempo. Come mai? “No, no, loro hanno modificato, non avevano più niente da perdere e quindi hanno cominciato a pressare alto, ma non era quello. Ci poteva stare. Noi dovevamo giocare magari in un modo un po’ diverso, anche sfruttando le palle lunghe e portandoli un po’ via dalla nostra metà campo. Ma essenzialmente non riuscivamo più a tenere i loro riferimenti e quindi avevano la meglio nel pressing, non ci lasciavano giocare, ma anche nelle iniziative in attacco. Questo ci ha creato qualche problema. Forse dovevamo ricorrere, anche agonisticamente, a qualche interruzione in più, a qualche contrasto in più. Abbiamo un po’ subito il loro slancio, che poi è stato chiaramente amplificato dal rigore e poi dall’episodio del 2-2. E questo ci ha impedito di portare in porto la partita”.
Cosa deve imparare questa Roma? Deve imparare anche a fermare l’emorragia, come dico io. Perché subito dopo il rigore, alla prima azione, c’è stato quel doppio palo di Dumfries. E subito dopo l’errore di Barella sul 2-2 è arrivato il 3-2. È questo quello che manca? “Sì, è così. Almeno questa sera è stato così. Col Real Madrid è stato così. Forse c’è proprio un calo di delusione, no? Un po’ di delusione quando ti vedi sfuggire la vittoria, che avevi in pugno, o comunque un buon punto. Magari in questi tipi di episodi la squadra deve togliersi un po’ la pressione del risultato a tutti i costi, che non è solo quello. Ma questa è una partita che ci serve sicuramente più delle altre”.
CONFERENZA STAMPA È chiara l’amarezza, dispiace perdere una partita così. Si ripete, non dico alla stessa maniera, quello che era accaduto con il Real. L’impressione è che questa volta la Roma nel secondo tempo abbia subito, al di là di quello che è successo con gli arbitri. Peccato non aver chiuso il primo tempo con qualche gol di scarto in più… “Sì, è vero. Le partite durano 90 minuti. Nel momento in cui loro hanno alzato i ritmi, rischiando molto di più, noi non siamo riusciti a trovare le contromisure giuste. E poi c’è da dire che, insomma, ci sta anche su questi campi di subire un po’. Non si può giocare sempre 90 minuti come abbiamo fatto nel primo tempo. Però, in quelle condizioni, potevamo fare un po’ di più. È anche vero che questi rigorini si sperava che non ci fossero più in Italia e li dobbiamo vedere in Europa. È veramente qualcosa che dà fastidio. E poi anche sul secondo gol abbiamo fatto sicuramente un infortunio. Questo ci ha anche impedito di portare in porto il risultato. Però dobbiamo anche guardare a quello che possiamo fare meglio nel secondo tempo”.
Ripartendo dal secondo tempo, è stata solamente una questione di energie che a un certo punto sono venute meno, oppure ha visto la squadra magari anche un pochino più impaurita da questa reazione? Perché nel primo tempo avevamo avuto proprio la sensazione di una Roma in totale controllo e che poteva segnare di più rispetto ai due gol che ha fatto. Come si spiega questo calo? “Ovviamente abbiamo sofferto con gli attaccanti, abbiamo perso un po’ di riferimento. Non eravamo così bravi come nel primo tempo a contrastarli, a difendere, e quindi ci era difficile anche creare delle situazioni di gioco. Sicuramente abbiamo avuto un po’ di calo in questo senso, anche se poi, insomma, in difesa abbiamo fatto due cambi, sembrava la partita fosse un po’ più equilibrata. E poi ci sono stati questi episodi che hanno cambiato il risultato”.
Da un punto di vista della mentalità, questa squadra a che punto è secondo lei? Questi cali, soprattutto nelle partite contro grandi squadre, vogliono dire che il percorso è ancora molto lungo? “Per competere in Europa sicuramente sì. Però sono partite come queste che, insomma, ti devono lasciare qualcosa. Potevamo contrastare un po’ meglio, rincorrere anche con un po’ più di forza fisica. Sicuramente ci sono stati dei momenti in cui il nostro contrasto non era più come quello del primo tempo, quindi diventava difficile anche poi sviluppare qualunque tipo di situazione. È una partita che ci servirà molto. Quando incontriamo delle squadre come può essere il Real Madrid, oppure in Europa certi tipi di squadre, questi momenti ci sono. Non si può pensare di dominare per 90 minuti. In questi momenti dobbiamo diventare sicuramente più bravi sotto tanti aspetti, anche agonistici”.
Probabilmente chiunque avesse giocato nel secondo tempo sarebbe rimasto invischiato in questa mollezza. Volevo capire la decisione che l’aveva portata, già nel primo tempo, a chiamare Pisilli per dargli delle indicazioni. Che cosa stava vedendo già nel primo tempo che la stava preoccupando un pochino? E poi che cosa vi siete detti nell’intervallo? Cosa ha detto alla squadra? Di insistere, di continuare, di abbassare un po’ i ritmi? “No, la partita sarebbe stata un’altra, perché chiaramente loro, perdendo 2-0, dovevano avere una reazione diversa, sia sui ritmi, anche perché arrivavano da un periodo difficile. E hanno messo in campo tutte queste situazioni, alle quali noi non siamo stati così bravi a contrastare. Quindi era plausibile che loro si buttassero avanti con più giocatori, questo era abbastanza normale. Noi non siamo riusciti ad avere una tenuta forte per poter riproporci meglio in attacco”.
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