
Tempi brevi, però, visto che la votazione finale sul bilancio è prevista prima di Capodanno. Quindi, con la ripresa dei la vori dell’Aula subito dopo la Befana, sarà possibile per la Conferenza dei capigruppo mettere in calendario la discussione sulla variante urbanistica per lo Stadio. Un atto dovuto, questo, che, in Aula, non dovrebbe riservare sorprese, neanche dall’ala dei duri e puri pentastellati. Dopo il voto in Aula, la procedura ordinaria prevede un termine di 30 giorni di pubblicazione all’albo pretorio più altri 30 a disposizione di cittadini, associazioni, comitati, per presentare osservazioni alla variante. Trascorsi questi 60 giorni (che potrebbero essere dimezzati in caso di adozione con iter semplificato) i tecnici del Dipartimento Urbanistica del Campidoglio dovranno predisporre le risposte alle osservazioni presentate: di accoglimento o di respingimento motivato che saranno, poi, adottate dalla Giunta capitolina. Si torna in Regione con la Giunta che chiude il cerchio della variante con la ratifica finale. Parallelamente all’iter della variante, dovrà essere predisposto (e poi votato dal Consiglio comunale) anche il testo della Convenzione urbanistica – il contratto che regolerà i rapporti fra i proponenti privati e il Campidoglio e che conterrà anche la calendarizzazione degli interventi. Completati questi passaggi, si potrà partire con i primi cantieri.










