
IL MEDIATORE – La scelta di andare in ritiro (al quale partecipano anche gli infortunati Pellegrini, Dzeko, El Shaarawy e De Rossi), è stata presa (inevitabilmente) con qualche mugugno dalla squadra. A mediare ci ha pensato Totti che ha fatto capire al gruppo (al quale nel pomeriggio è stato poi consentito d’incontrare i familiari, aprendo loro le porte del Fulvio Bernardini) come fosse una decisione inevitabile. E probabilmente anche indolore. La Roma infatti domani parte per Plzen. Tradotto: anche se il ritiro, al momento, è sino a tempo indeterminato, non è da escludere che a fronte di un successo in Repubblica Ceca, giovedì i calciatori possano poi tornare a casa. Alla fine quindi di ritiro vero e proprio (a scopo punitivo) la squadra avrebbe fatto appena un paio di giorni. Non un dramma e soprattutto con risvolti positivi a livello mediatico visto che da più parti (in realtà soprattutto sui social) si richiamava ad un intervento da parte della società. Adesso, dopo il pareggio-beffa di sabato, anche l’ultima gara di Champions – che per merito della Roma (già qualificata agli ottavi) è diventata una passerella – non può essere più snobbata. Per questo motivo anche se andrà in scena il turnover (Luca Pellegrini, Pastore, Marcano, Jesus, Santon, ambiscono ad una maglia da titolare), non sarà così massiccio come ci si poteva attendere. La speranza è che l’aria di casa faccia bene a Schick. A chi chiedeva in modo reiterato perché Di Francesco gli preferisse Dzeko, la risposta la stanno dando il campo (1 gol in 700 minuti tra campionato e Champions) e l’atteggiamento del ragazzo.










