
«Dobbiamo ancora dimostrare tanto — è realista Di Francesco — siamo in crescita e abbiamo fatto ottimi risultati, ma non bastano per dimostrare che siamo diventati forti. Non dobbiamo fermarci. Lo scudetto? Non ricordo grandi trofei qui a Roma negli ultimi anni, quindi se non sono cauto io, chi dovrebbe esserlo? Certo che vorrei vincere, chi non lo vorrebbe? Ma ritengo che per farlo sia ancora presto per parlarne e bisogna migliorare su tanti aspetti. E poi resto cauto perché questo ambiente ha bisogno più di un pompiere che di un Grisù (draghetto di un cartone animato di qualche anno fa, ndr): la gente dobbiamo infiammarla con le prestazioni e la voglia di battere gli avversari». Piedi piantati per terra, ma testa che va verso sogni di gloria da cullare gelosamente, senza lasciarsi andare pubblicamente a dannosi entusiasmi.
La gara di oggi alle 12.30 col Chievo arriva dopo cinque giorni dal successo sul Qarabag e, quindi, la qualificazione da capolista del girone agli ottavi di Champions: necessario verificare subito la consistenza mentale del gruppo. «Dopo una grande figura europea, serve una grande partita a Verona — continua Di Francesco — per questo non vi dico la formazione, voglio tutti i giocatori sul pezzo»”. È però arrivato il momento di scendere in campo da titolare per Schick, in un tridente con Dzeko ed El Shaarawy. Roma propositiva in attacco. «Schick può anche giocare dal primo minuto, è pronto, ma non ve lo dico. Sto valutando anche Emerson, che è in crescita. Vi dico solo che non giocherà Florenzi, che non è stato benissimo in settimana, così come Perotti». In difesa, a destra, spazio quindi a Peres a destra, con forse Emerson a sinistra e la coppia di centrali Manolas — Juan Jesus. Una linea difensiva che, se fosse confermata, avrebbe su cinque giocatori (Alisson compreso), schierati ben quattro brasiliani. A centrocampo, sconterà oggi la seconda giornata di squalifica De Rossi, a seguito del rosso per la manata a Lapadula. Al posto del numero sedici, giocherà Pellegrini, che chiuderà il terzetto con Nainggolan e Strootman (o Gonalons).










