Alle ore 13.30, Gian Piero Gasperini e il giocatore Donyell Malen, risponderanno alle domande dei giornalisti nella conferenza pre gara di Roma-Real Madrid, in programma domani 14 ottobre alle ore 21.00 allo stadio Olimpico:
GASPERINI CONFERENZA STAMPA
Cosa deve fare la Roma per avvicinarsi “Avere come metro di paragone il Real Madrid è difficile. Non è quello il paragone. Dobbiamo misurarci sul campo per quella che sarà la partita. Abbiamo giocato contro Inter e Como che sono tra le migliori d’Italia, una tra le migliori d’Europa. Il nostro obiettivo è capire quanto possiamo essere competitivi”.
Che tipo di riconoscimento si aspetta per Mourinho? “Nei confronti di Mourinho c’è stato un amore importante da i tifosi. Merita il riconoscimento della gente. Poi inizia la partita e si lasciano perdere tutti i sentimenti e la gente di Roma tiferà solo per la propria squadra”
Rispetto alla Roma di Mourinho questa che squadra è? “Sono squadre diverse, ogni squadra ha le sue caratteristiche. Quella era una Roma con un entusiasmo dovuto alla nuova proprietà. Questa è una squadra che sta crescendo, molto tosta e convinta, c’è un ambiente fantastico nel nostro gruppo ed è comunque una squadra capace di rientrare in Champions. A volte è più importante di un trofeo perché dà risorse importanti al club per migliorarsi”.
Chiederà Endrick a Mourinho a fine partita? “Non credo. Il mercato di gennaio ora non ci interessa. Abbiamo intrapreso un percorso di partite. Domani è un evento che manca da tanto tempo qui”
Contro squadre del genere l’atteggiamento difensivo deve essere sempre lo stesso? “Nel secondo tempo di Como quando sei in inferiorità numerica è un altro tipo di partita. Il nostro atteggiamento ci ha portati a conquistare la Champions, è chiaro che sappiamo del valore del Real Madrid ma non è la prima squadra di valore che incontriamo. Il Real è una squadre che quando pensi di metterli in difficoltà è il momento che ti fanno gol. Fa parte delle grandi squadre che hanno grandi giocatori. Non credo che la Roma debba snaturare le sue caratteristiche”.
In Europa lei è piombato come un alieno. Pensa di poter ripartire, per esempio, dal quarto di finale col PSG? Può fare più di quell’Atalanta in Champions? “Indubbiamente è il mio obiettivo, la mia speranza. Chiaramente ci vogliono tante componenti e noi siamo partiti l’anno scorso. È chiaro che l’Atalanta partiva da una posizione più bassa rispetto a quella in cui ho trovato la Roma e ha scalato molte posizioni. Non ha vinto la Champions, ma ha vinto l’Europa League. Negli ultimi sette anni ha disputato cinque volte la Champions e, quando non l’ha giocata, è riuscita a vincere l’Europa League, che è una competizione molto complicata e difficile. Ma questo è un discorso che riguarda un po’ tutte le squadre italiane. Mi sembra che siano passati tantissimi anni dall’ultima Champions vinta dall’Inter, nel 2010, e prima che l’Atalanta vincesse l’Europa League credo che un’italiana non conquistasse quella competizione dagli anni ’90. Questo è il motivo per cui, in questo momento, non possiamo lanciare proclami: il nostro calcio non può permettersi di annunciare di voler vincere la Champions o le altre coppe europee. Abbiamo bisogno che ognuno faccia crescere per bene il proprio orticello. È quello che stiamo cercando di fare con la Roma, poi il percorso è ancora lungo”.
Nelle ultime tre partite contro Mourinho ha ottenuto due vittorie e un pareggio. Se potesse prendere una sola cosa di Mourinho, quale sarebbe? “È chiaro che dipende. C’era un’Inter di Mourinho molto forte, per cui era più difficile vincere. Poi l’ho incontrato altre volte quando era alla Roma, ma l’Atalanta era sicuramente cresciuta e magari aveva sostituito la Roma nella partecipazione alla Champions. I risultati sono un po’ frutto di questo. Per quanto riguarda José, parlano i suoi risultati e quello che ha fatto nella sua carriera: è uno degli allenatori più vincenti in assoluto. Se dovessi prendere qualcosa da lui, sceglierei la capacità e l’empatia che ha nel riuscire a farsi comprare giocatori straordinari, facendo spendere cifre notevoli ai propri club. In questo è fantastico”.
Dopo Como come ha trovato la squadra? Quali sono le situazioni di Koulierakis e Cristante? “Koulierakis è rientrato ieri in gruppo e ha svolto un allenamento con quelli che non hanno giocato a Como. Per Cristante ci vuole ancora un po’ di tempo. Ieri abbiamo fatto un buon allenamento con chi non ha giocato a Como, mentre tutti gli altri che hanno partecipato alla partita svolgeranno il primo allenamento adesso, dopo la conferenza. Devo dire, però, che non ci sono acciacchi o difficoltà particolari. Bisogna soltanto valutare un po’ il recupero, perché è chiaro che la partita di Como è stata dispendiosa, anche perché abbiamo giocato quasi metà gara in dieci. In questo momento, però, abbiamo un buon morale per affrontare questo tipo di partite”.
Il momento del Real Madrid? “Sì, come ho detto prima, forse ha bisogno di qualche partita in più di rodaggio. Ha cambiato un po’ il sistema di gioco e anche allenatore, però è una squadra che ha grandissime risorse e credo che nel tempo potrà soltanto crescere anche sotto questo aspetto. Rimane comunque una squadra pericolosissima, in grado di vincere qualunque partita già in questo momento. Poi, magari, sul piano puramente estetico del gioco ha sicuramente dei margini di miglioramento e credo che nel tempo potrà migliorare”.
Dove colloca il Real Madrid tra le grandi squadre europee? “Credo che bisognerà vedere questa Champions. Sarà questa competizione a dirci dove si collocherà il Real Madrid, perché quando in avanti hai Mbappé, Vinicius, Diomande e poi tutti gli altri, almeno sette-otto, Bellingham e così via, senza stare a elencarli tutti, hai dei giocatori straordinari, in grado, come ho detto prima, di risolvere la partita. Però magari pecca un po’ sul piano della compattezza di squadra e in questo momento è una squadra che deve ancora formarsi. La Champions gli sarà utile, anche perché è casa sua, per misurarsi con squadre che in questo momento sembrano più squadre rispetto al Real Madrid, ma che sicuramente non hanno tutto il suo talento. Quindi credo che sarà la Champions a dirci dove si collocherà il Real Madrid quest’anno”.

Quanto conterà la spinta dei tifosi? “Sarà importante perché la gente ti trascina sempre nei momenti più difficili della partita”.
Come pensi di viverla anche alla luce di quanto successo in passato con il Real? “Sicuramente sarà un’esperienza speciale. Da quando sono arrivato uno degli obiettivi era la Champions e ci siamo riusciti. Ora abbiamo la possibilità di goderci una serata con una partita contro il Real Madrid che è una squadra speciale per definizione”
Cosa rappresenta di così speciale Roma e la Roma? “Determinante è stato l’allenatore per la fiducia, ma anche i compagni che mi hanno accolto, lo staff e il sostegno di una tifoseria così calda hanno contribuito al mio ambientamento”.
Hai sentito Bellingham? Hai parlato di lui con i tuoi compagni? “No, non ci ho parlato. Lo conosco molto bene, abbiamo giocato insieme per tanto tempo. È un calciatore davvero speciale, con tantissima qualità. Ho anche un ottimo rapporto con lui e non lo vedevo da un po’, quindi sarà bello ritrovarci”.
Hai chiesto scusa a squadra e compagni dopo quanto accaduto a Como. Hai realmente avuto un senso di responsabilità dopo quanto accaduto? La partita di domani è quella giusta per mettersi tutto alle spalle? “Dopo la partita è stato uno dei momenti più stressanti che abbia vissuto da tanto tempo, guardando i miei compagni giocare. Quando prendi un cartellino rosso e la tua squadra perde, senti che la colpa è tua. Penso, però, che quella di domani sia una partita a sé, che non ha molto a che vedere con quanto accaduto. Quindi andiamo avanti”.
FONTE: Redazione Tuttoasroma – dall’inviato a Trigoria R. Molinari



















