Alle ore 13.30, Gian Piero Gasperini, risponderà alle domande dei giornalisti nella conferenza alla vigilia di Parma-Roma, match in programma domani 10 maggio alle ore 18.00 allo stadio Olimpico:
Gasperini, lei ultimamente si era un po’ concentrato su questo concetto del doppio binario, presente e futuro. Sul presente le risposte ci sono state: dopo Milano quattro partite, tre vittorie, 10 gol fatti, uno subito. Quindi grande reattività. Volevo chiederle se anche sul binario che porta verso il futuro ha riscontrato qualche novità, qualche elemento di reattività… “Il primo binario è quello che conta e quindi domani siamo a Parma, siamo a tre giornate dalla fine e sappiamo che ogni partita per noi è decisiva, quindi la concentrazione è massima su quello. Sul resto molto dipende da situazioni legate a ciò che la società vuole fare o intraprendere, perciò bisogna rivolgersi principalmente a loro. Non mi sembra che nessuno sia in ritardo in questo momento, sono tutti impegnati sul campionato, poi dopo le cose possono evolversi anche velocemente con la fine della stagione”.
Salve mister, lei ha sempre detto che questo è un gruppo che non va stravolto ma va rinforzato. Le chiedo: al netto di eventuali partenze e sostituzioni, questa rosa attuale, per essere competitiva ai massimi livelli, di quante pedine avrebbe bisogno? “Che questo sia un gruppo valido lo dimostrano i risultati di quest’anno e soprattutto la reazione che ha sempre avuto durante tutto il campionato. Anche nei momenti di difficoltà la squadra ha sempre reagito, ha fatto buoni risultati e si è mantenuta in una posizione alta di classifica. Poi quello che succederà quest’estate si vedrà. Io sono sempre dell’idea che bisogna migliorarsi e cercare di inserire, quando possibile, elementi che possano portare valore aggiunto e aiutare la squadra a crescere”.
Vorrei tornare sulla voglia di migliorarsi. Lei ha sempre detto di voler una Roma più forte. Considerando che mancano tre partite e che la distanza tra Champions e non-Champions è minima, le chiedo: la qualificazione in Champions diventa determinante per costruire una Roma più forte oppure ci sono garanzie che i rinforzi arriveranno comunque? C’è il rischio di un ridimensionamento senza Champions? “La Champions porta più risorse economiche e quindi maggiori possibilità di operare sul mercato, ed è il motivo per cui tutti vogliono arrivarci. Fino a qualche anno fa il quarto posto non interessava così tanto, oggi invece è diventato molto importante proprio per questi motivi. È chiaro che avere più risorse aiuta, ma non è l’unica cosa: esistono anche società capaci di operare bene sul mercato anche senza risorse così elevate”.
Salve mister, sembra che a Bergamo sia partito un po’ il domino dei direttori sportivi. Più che commentare questa notizia, le volevo chiedere a che punto è il casting per quel ruolo nella Roma e se i Friedkin la stanno coinvolgendo… “In questo momento siamo totalmente concentrati sul campionato e sulla partita di domani. Tutte quelle che sono le varie ipotesi, come ha detto, riguardano tante squadre e quindi i casting si sprecano un po’ da tutte le parti. Io, almeno personalmente, sono concentrato sulla partita di domani”.
Dopo la partita con la Fiorentina lei ha detto che ha voglia di lavorare sulle sue idee e non su quelle degli altri. Volevo sapere chi sono questi ‘altri’, a chi si riferisce e se c’è qualcuno che non vuole appoggiare totalmente le sue idee. Inoltre, cosa ne pensa del ruolo di manager all’inglese in Italia? È un modello che le piace, percorribile nel nostro campionato? “Mi sono già espresso dicendo che secondo me allenatore e direttore sportivo devono lavorare assolutamente insieme, non ognuno per strade diverse. Devono parlarsi con grande sincerità e vedere cosa si può fare per il bene della società e della squadra, con un unico obiettivo: migliorare tecnicamente la squadra, cercando giocatori con le caratteristiche necessarie all’allenatore per sviluppare il proprio gioco, compatibilmente con le risorse disponibili. Vedo questi due ruoli molto legati, vicini, sia come idee di calcio sia come possibilità di aiutarsi a vicenda, capendo le rispettive difficoltà… Continuo a dire che parliamo troppo poco di calcio: non si parla di giocatori, di situazioni, di squadre. Gli argomenti sono spesso altri. Non è un calcio che mi interessa particolarmente, anche se capisco che possa interessare. Io preferisco spostare il discorso sul campo… Non è una questione di contrastare qualcuno: il mio modo di giocare mi ha portato risultati e cerco di portare avanti quelli che sono i miei punti di forza, sviluppando situazioni e cercando giocatori che possano aiutarmi a realizzare il tipo di gioco che voglio fare”.
Buongiorno mister, è tornato Koné ed è stato subito determinante nella scorsa partita. Le chiedo: è un giocatore su cui vuole contare nella prossima stagione? È uno di quelli che ritiene incedibile, considerando anche i discorsi sul fair play finanziario e le cessioni entro il 30 giugno? “Nel calcio moderno l’incedibile non esiste più da nessuna parte, forse solo in pochissime squadre top mondiali. Alla base c’è sempre l’aspetto economico: di fronte a offerte irrinunciabili, quasi tutti possono partire. Però queste offerte sono rarissime, mentre intorno ci sono tante chiacchiere. Koné è un giocatore forte, certo che mi piacerebbe restasse: perché dovrei dire il contrario? Spero continui a giocare per la Roma. Poi, se arriva un’offerta davvero irrinunciabile, può permettere di fare altre operazioni”.
Si parla molto di lei anche fuori dal campo: rinnovi di contratto, direttori sportivi, contatti continui. Quanto c’è di vero in questo suo presunto iperattivismo? “Infatti abbiamo rinnovato tutti i giocatori e preso tutti i direttori sportivi… È talmente vero che in questo momento sto lavorando solo ed esclusivamente sulla squadra per cercare di vincere la partita di domani. Tutte le altre questioni, se sarò coinvolto, verranno discusse con la società, che in questo momento è impegnata e si muove. Probabilmente non è ancora il momento giusto per accelerare su queste cose”.
Visto che vuole parlare di campo, le faccio una domanda particolare: siamo in campagna elettorale e si va in Champions tramite i voti. Lei deve convincere: perché questa Roma dovrebbe andare in Champions League? “Intanto togliamo la politica, non c’entra niente: io ho sempre fatto sport e lo sport è trasversale. La Roma può andare in Champions, ma la differenza è minima e lo meritano anche altre squadre. Noi siamo sempre stati lì a lottare per tutto il campionato, giocando con tutte. È stata una stagione, per me, molto soddisfacente per la squadra e per il percorso fatto. Se andassimo in Champions sarebbe un risultato che ci darebbe grandissima soddisfazione”.
Salve mister, buonasera. Volevo chiederle se domani ha intenzione di confermare l’undici titolare visto contro la Fiorentina oppure se, considerando il Parma una squadra presumibilmente più difensiva, pensa di aggiungere qualcosa davanti o a centrocampo… “Per me la Roma sta facendo bene, stiamo vivendo un buon momento di fiducia anche tecnica. Ogni partita è diversa: il Parma ha fatto risultati importanti e si è tirato fuori bene dalla lotta salvezza. Il campionato italiano è diventato bello fino all’ultima giornata, anche squadre senza obiettivi chiari giocano al massimo, lo abbiamo visto. Domani per vincere dovremo fare molto bene”.
Dopo la fine della stagione lei ha detto ‘parleremo con la società se io sarò coinvolto’. Questa frase ha creato un po’ di inquietudine: c’è un dubbio sul suo futuro? “No, non fermiamoci sulle parole, andiamo sul succo del discorso. È chiaro che arriverà il momento in cui dovremo essere una squadra forte, con convinzione totale da parte di tutti su quello che faremo. Non possiamo permetterci dubbi o incertezze”.
Le chiedo di Soulé: è soddisfatto delle sue ultime partite? E lo considera un leader tecnico di questa squadra? “Soulé ha fatto bene. Ha avuto un lungo periodo difficile per la pubalgia, che gli ha lasciato qualche strascico, ma sta migliorando. Non è ancora al meglio fisicamente, però il suo contributo quando gioca è sempre importante. È un giocatore importante, e abbiamo un nucleo di giocatori molto importanti”.
Le chiedo di Carlos Cuesta: essendo un allenatore molto giovane che ha iniziato presto la carriera senza passare da una lunga esperienza da giocatore, è un percorso che vede più positivo o più rischioso? “Cuesta l’ho conosciuto l’estate scorsa, è molto preparato. Ha saltato diversi passaggi ed è arrivato direttamente ad alti livelli: alcuni fanno un percorso più tortuoso, altri prendono la diretta. La diretta a volte è più rischiosa, ma lui ha dimostrato di crescere e di acquisire fiducia. Il Parma è una squadra solida che ha ottenuto risultati importanti e si è salvata con anticipo. Per un allenatore così giovane è un ottimo traguardo”.
Come stanno Angelino e Dybala? Ci sono possibilità di rivederli in campo entro fine stagione? “Dybala si allena regolarmente da un paio di settimane e sta migliorando, ma deve recuperare soprattutto forza nella gamba e potenza di tiro. Angelino ha avuto una stagione molto difficile, forse inaspettata per tutti. In queste ultime settimane sta tornando vicino al giocatore dell’anno scorso, e questo fa ben sperare soprattutto per la prossima stagione, perché è un giocatore forte che purtroppo è mancato per gran parte dell’anno”.
Buongiorno mister, stiamo lavorando sulle operazioni di mercato e sul tema degli stranieri nel campionato. In particolare, su alcune operazioni della Roma come Bailey e Wesley, risulta l’intermediazione di un giovane di 32 anni, Pietro Scala, amico dei Friedkin, senza un ruolo ufficiale ma con un ruolo di fatto nella gestione dei contratti. Le chiedo se questo rapporto abbia influito sulle operazioni e sulle commissioni importanti, ad esempio oltre 2 milioni per Wesley… “Guardi, sono la persona meno indicata per questo tipo di domande. Io parlo sempre sotto l’aspetto tecnico: se mi chiede di Wesley posso parlarne quanto vuole. L’altro giocatore, Bailey, ha avuto qualche problema ma ora è disponibile e può giocare. Sotto l’aspetto contrattuale io non partecipo mai alle trattative né allo sviluppo dei contratti”.
Non conosce quindi chi tutela gli interessi di questi calciatori? “Posso conoscere qualcuno più direttamente e qualcuno meno, ma ad esempio se mi chiede chi è il procuratore di Bailey non lo so. Magari lo conosco, ma in questo momento non saprei dirglielo. Io non partecipo alla stesura dei contratti, né alle trattative su costi, commissioni o dettagli economici. Non credo ci siano allenatori che possano aiutarla su questo”.
FONTE: Redazione Tuttoasroma – dall’inviato a Trigoria R. Molinari



















