
È tornato al gol dopo 564 giorni, Florenzi, per quello che può considerarsi un centro simbolico che getta alle spalle del giocatore definitivamente il lungo periodo d’inattività per il doppio infortunio al ginocchio. «Dove lo metti sta — l’elogio di Di Francesco — accetta ogni cosa. Un giorno mi ha detto di essere un terzino fortissimo, ma secondo me così si limita perché da esterno è un grande giocatore, ha tempi di entrata e inserimento. È un piccolo Callejon, un giocatore unico». Florenzi si gode la serata: «Abbiamo dato un segnale nel momento giusto: il Milan resta una grande squadra, ma abbiamo meritato la vittoria. Solo il tempo adesso potrà dire se ci siamo anche noi per lo scudetto. Dobbiamo continuare con questa fame e voglia di vincere. Facciamo la corsa su noi stessi. Avevo una voglia enorme di questa rete, ma soprattutto di tornare a fare quello che amo: giocare».
Ottavo gol (settimo in campionato più uno in coppa) per Dzeko, protagonista della prova di forza a San Siro dei giallorossi. Il bosniaco giganteggia in mezzo a un attacco privo degli infortunati Perotti, Defrel e Schick. Decisivo Alisson per due interventi su Kalinic e Bonucci. «Per me meno si parla della Roma e meglio è — spiega il portiere brasiliano che festeggia oggi 25 anni — Lo scudetto è il nostro obiettivo principale. Abbiamo sempre creduto nelle nostre qualità e adesso si vede in campo». Festeggia in tribuna il dirigente Totti: «Una vittoria importante utile per far crescere il gruppo», le parole dell’ex numero 10. Ma anche la gara col Milan non risparmia l’infermeria giallorossa: Strootman è stato costretto a lasciare il campo al 30’ del primo tempo per un trauma contusivo alla coscia sinistra. Problemi anche per De Rossi, uscito con un’infiammazione al ginocchio destro. Le condizioni dei due giocatori verranno valutate nelle prossime ore, ma entrambi sono a rischio per le convocazioni con Olanda e Italia (il ct Ventura ha chiamato anche El Shaarawy e Pellegrini).










