
TENTATIVO LEGITTIMO Il sistema di gioco di partenza, come si è visto nelle amichevoli di Latina e Frosinone, resta lo stesso della stagione scorsa. Non sarà l’unico, però. In corsa l’allenatore interviene spesso, lo ha fatto anche nella sua prima annata sulla panchina giallorossa. A far riflettere Di Francesco sono, al momento, Marcano e Schick. Entrambi si sono presentati a Trigoria già in forma. Hanno faticato e sudato durante le vacanze e i risultati sono evidenti. Il difensore, in attesa di Fazio, è il titolare da schierare accanto a Manolas: superato Jesus. L’attaccante, invece, può finalmente sfidare Dzeko. Insieme posso convincere Eusebio a pensare la Roma in modo diverso dalla stagione passata. E, almeno a vedere la modifica tattica provata in parte del secondo tempo della gara contro l’Avellino, hanno già centrato l’obiettivo: difesa a 3 e doppio centravanti, proprio con la promozione dello spagnolo e del ceco. Il modulo, inedito per i giallorossi, è diventato il 3-3-4 (in alcune fasi il 3-3-3-1). Dietro i tre centrali Jesus, Marcano e Bianda, davanti Schick, con accanto (o leggermente dietro) Defrel. In sintesi: il tecnico, passando alla linea a 3, ha la possibilità di schierare in contemporanea i due attaccanti migliori della rosa, con il ceco partner di Dzeko. E’ l’opzione in più, da non scartare a priori. Anche perché Schick, 4 reti in 2 amichevoli, adesso fa centro: ritrovata la mira. E Marcano, nonostante sia alto 189 centimetri, è affidabile: garantita la velocità.Più rapido di Fazio che, nella difesa titolare, sarebbe cosi affiancato da due compagni scattisti, Manolas e appunto lo spagnolo.
ROSA MIRATA Di Francesco, vale la pena ricordarlo, non ha in mente alcun ribaltone tattico. Preferisce difendere con la linea a 4, anche se poi la partita più importante della stagione scorsa, la gara di ritorno contro il Barça, se l’è giocata con 3 centrali. Ma, a prescindere dal rendimento di Marcano e Schick, l’allenatore sa di avere gli interpreti giusti, nel suo gruppo, per il 3-3-4. E di poter passare in corsa a questo sistema di gioco senza stravolgere l’assetto. A centrocampo, dove i nuovi Pastore e Cristante possono essere gli intermedi e alternarsi con Strootman e Pellegrini, non cambierebbe niente. In attacco, invece, avrebbero comunque spazio gli esterni. Che sono in abbondanza: Under, Perotti, El Shaarawy, Kluivert e presto Malcom. Non solo loro, anche quelli bassi: Florenzi, Karsdorp, Kolarov, Luca Pellegrini e Santon. In fase difensiva il passaggio al 3-5-2 è scontato. E spesso, per l’equilibrio, è facile vedere su un lato un terzino e sull’altro un’ala. Ogni match è differente e, a volte, bisogna pesare le caratteristiche degli avversari. In ogni zona del campo e ancora di più sulle fasce. Basta chiedere a Guardiola o a Conte. La loro idea di calcio è sempre e comunque propositiva. Pure con la difesa a 3










