
GARANTE PER IL FUTURO – Perché Di Francesco, lo ha comunicato nell’ultima intervista, chiede due calciatori per ogni ruolo. Possibilmente di pari livello. Cinque, dicevamo e lui stesso ha ammesso: «un vice Dzeko, un sostituto di Salah e il suo vice, un esterno basso a sinistra e un centrale di difesa (possibilmente di piede sinistro, ndi)». Cinque titolari e, aggiungiamo noi, pure un vice Alisson. Dalla piantina firmata Eusebio, appare evidente che nella sua testa il Defrel della situazione viene considerato come alternativa a Edin e non a Salah, anche se poi in quel ruolo lui stesso lo ha impiegato nel Sassuolo in più di un’occasione. Di Francesco ci mette la faccia, chiede. Fa da garante per il futuro, e per adesso si è a metà cammino. Vuole gli acquisti e lo dice chiaro ma senza affrettare i tempi. «Le cose vanno fatte in maniera ponderata. Più che la quantità bisogna guardare la qualità, cerco questo dalla mia società e faremo degli acquisti mirati e tante valutazioni sul mercato».
CONCORRENZA UGUALE STIMOLO – La concorrenza è un valore, è lo stimolo per un calciatore e rendersi utile sempre, senza mai appiattirsi. Ne parla facendo l’esempio di Gonalons-De Rossi. «Saranno i due vertici bassi, si dovranno giocare il posto. Con Monchi stiamo cercando di avere ventidue titolari e provare a mantenere la competitività». Competitività nei singoli ruoli e specificità nei ruoli stessi, sono i due dogmi. Questo, ovvio, al di là delle emergenze clamorose. Vale anche per Florenzi, spesso in passato chiamato a tappare i buchi: troppo terzino in passato, ora Di Francesco lo vorrebbe riportare a centrocampo o in attacco. Capirà quando ce lo avrà a disposizione. «Va aspettato senza fretta. Ale già si è lamentato per aver affrettato il rientro, adesso meglio attendere quindici giorni in più che quindici in meno». Soddisfatto sulla composizione del centrocampo, dell’arrivo di Lorenzo Pellegrini, ovviamente di Gonalons e di quelli che già ci sono, a partire proprio da Nainggolan, che non deve muoversi da Roma. «Ce lo teniamo stretto», dice. Per adesso la squadra parte in svantaggio, proprio perché ha cambiato troppo rispetto alle altre, specie il Napoli. Tutto sta nel sapere cosa si vuole e perseguirlo: così si colma il gap. «Io vorrei vincere il più possibile, cercare di arrivare a più obiettivi possibili. Ora non so dire dove potrà arrivare la Roma, pensiamo a prendere i giocatori che servono e ne riparleremo». Tutto chiaro.










