
Tre buone notizie potrà mettersi la Roma nei bagaglio da portare lunedì sulla Mersey. La migliore è che a 121 giorni dall’unico gol romanista segnato fino a ieri ma in Coppa Italia, e pure inutile, si sia sbloccato Patrick Schick. Un gol, due per qualcuno, perché sul 2- 0 di Nainggolan il piede aveva comunque provato a mettercelo, almeno finché non ha ammesso: «Non l’ho toccata» . Chissà se avrebbe confessato senza il colpo di testa del 3-0, che oltre a regalare una mezz’ora in più di relax alla Roma, trasformando il finale in una lunga appendice a una partita già conclusa, ha permesso pure ai tifosi di scherzarci cantando un irriverente “ha segnato Schick”.
Ma che la parola “riposo”, nella testa dell’allenatore non fosse seconda a “vittoria” lo dimostrava la scelta di tenere fuori cinque undicesimi della squadra che ha in testa per sfidare il Liverpool martedì ad Anfield. Facendo giocare persino tale Jonathan Silva, argentino misteriosamente scomparso a Trigoria per tre mesi dopo essere arrivato a gennaio in prestito dallo Sporting. E così la Roma mai vista ha potuto dimostrare, molto più di quanto non dicesse il risultato proiettato dal maxi schermo dello stadio Mazza a fine partita, che il talento cristallino nello sprecare occasioni non è prerogativa esclusiva dei titolari. El Shaarawy e Pellegrini, soprattutto, hanno permesso al portiere Meret (prima di farsi male alla spalla) di fornire elementi sufficienti a spiegare perché i talent scout lo dipingessero come un mezzo marziano fin da quando era poco più che bambino. La terza buona notizia per la Roma è arrivata dalla periferia di Sandwell, Regno Unito, dove il Liverpool si è fatto bloccare sul 2-2 dal West Brom, nonostante il 40° gol stagionale di Salah, “minacciato” da Bruno Peres («Gli ho detto che se martedì fa qualcosa che non deve, prende le botte » ) anche se per Di Francesco «è stato un po’ più pigro del solito» . Lo dice per sottolineare che anche i rossi hanno la testa alla partita che aspettano tutti. E per cui inizia ad accendersi l’allerta sicurezza, visti i precedenti violenti tra le due tifoserie.
Paradossalmente, la Spal ha alimentato la combustione del dopo partita più di quanto non fosse riuscita a fare con il confronto in campo, prendendosela con l’arbitro Tagliavento: «Il contatto di Fazio con Antenucci nel primo tempo? Se non è rigore quello… Devo star zitto, ma mi dispiace, poteva almeno andarlo a rivedere al Var» , si è lamentato il presidente Mattioli. Nervosismo comprensibile, visto che oggi il Crotone a Udine può marcare il sorpasso e lasciare la Spal sola al terzultimo posto. Pensieri cupi, lontanissimi da quelli di una Roma per cui, da oggi, esisterà solo il Liverpool. Dzeko, lasciando il Mazza, ci pensava già: «I cori “portaci in finale?” Li ho sentiti, li ho sentiti», diceva con un sorriso. Che quasi pareva una promessa.










