
La sua presenza in campo non è in dubbio, anche se la sua posizione non è ancora definita. Appena arrivato a Trigoria, Di Francesco disse che credeva nella specificità dei ruoli, ma con Florenzi si è dovuto ricredere perché «sa fare bene qualsiasi cosa, e la fa sempre col sorriso». Se dipendesse da lui, ha confessato dopo la gara con il Milan, l’ex tecnico del Sassuolo lo farebbe giocare sempre esterno alto «perché ha una grande capacità di inserimento» e perché «è un piccolo Callejon», tanto per rimanere ad un duello che potrebbe decidere il match di sabato. Contro i rossoneri, visti gli infortuni contemporanei di Schick (per lui il ritorno in gruppo è una questione di ore), Defrel e Perotti, lo ha fatto ed è stato ripagato con una prestazione generosa e con un gol che ha chiuso definitivamente la partita. Di Francesco, però, in questo inizio di stagione si è trovato a dover fare i conti con l’emergenza: l’assenza forzata di Karsdorp (tornerà ad allenarsi con i compagni tra domani e lunedì, potrebbe essere convocato) e quella, in alcune partite, di Bruno Peres, lo ha costretto a schierarlo terzino. Contro il Napoli il tecnico vorrebbe confermarlo nel tridente ma viste le condizioni fisiche non perfette di Pellegrini e Strootman, potrebbe riportarlo nel ruolo , quello di intermedio, in cui è esploso in serie A con Zeman.










