
LA GIUSTA LETTURA – L’elogio più convinto è invece per Gonalons: «E’ stato molto bravo a leggere tante situazioni e andare in verticale nonostante qualche pallone sbagliato, sono contento quando si sbaglia in avanti perché significa che ti sta entrando in testa ciò che trasmetto. E’ un uomo che gioca per la squadra e non per se stesso». Nessuna boccciatura. Nemmeno per Under: «Non era in serata e l’ho tolto, non gli riusciva niente. Valutiamolo per il Verona e cancelliamo questi quarantacinque minuti. Dzeko ora è più davanti alla porta…». La rotazione favorisce il raccolto. «La rosa è ampia e il turnover diventa valido solo quando si vince. E’ fisiologico farlo con i ritmi di oggi. La capacità di un allenatore è saper allenare chi non gioca, non chi gioca. Quando giochi tante partite il vantaggio è dare condizione a tutti». Già 6 pali colpiti. La Roma crea chance in ogni partita. «Vuol dire che qualcosa nella testa dei giocatori è entrato». Non si fa prendere, però, dall’entusiasmo: «Questa squadra fino all’inizio doveva lottare per lo scudetto, poi per le due partite successive doveva lottare per altro. Ci vuole equilibrio. Io sono più per i risultati che per i record».










