
In pochi giorni l’aria intorno alla Roma sembra cambiata. «Le proporzioni sono differenti ma tutto il mondo è paese, succedeva anche a Sassuolo di essere criticati dopo una sconfitta ed esaltati dopo una vittoria. Non mi piace, però, quando si parte prevenuti, io sono qui per lavorare per la Roma e non per me stesso, mi sento integrato nel percorso di crescita di questa squadra, tutto quello che c’è attorno me lo lascio passare facilmente, deve essere la forza di chi allena qui. Quando vado in giro sento grandissimo affetto da parte di tutti». Continuerà sulla strada del turnover, Di Francesco, che intanto ha scoperto in Alessandro Florenzi un jolly fondamentale. «Lui può fare qualunque cosa e ha sempre lo stesso viso, è sempre disponibile: ho un’idea sul suo ruolo ideale ma non lo dico (ride, ndr). Il turnover? È valido quando si raggiungono determinati obiettivi, ho parlato sempre di collettivo e mai individualmente, di due giocatori per ruolo e non di titolari e riserve». Quando torneranno a disposizione anche Schick e Karsdorp («Non devono avere fretta»), Emerson Palmieri (ieri ad Amburgo insieme a Luca Pellegrini per una visita specialistica e per valutare il livello muscolare), Di Francesco avrà l’imbarazzo della scelta. Nel frattempo, oggi pomeriggio, ripartirà dagli intoccabili Dzeko, Alisson e Kolarov («È giusto sfruttare la loro onda d’entusiasmo»). Rientreranno nella formazione titolare Manolas e Defrel, i dubbi maggiori a centrocampo: potrebbero essere confermati Gonalons e Pellegrini (per lui sarebbe la terza consecutiva da titolare), con De Rossi e Nainggolan preservati per la Champions. In avanti ballottaggio tra Perotti ed El Shaarawy.










