
Viste le molte gare di fila (sabato l’Udinese, mercoledì prossimo a Baku contro il Qarabag, il 1 ottobre a San Siro contro il Milan) Di Francesco continuerà con il turnover, tra scelte tattiche e obblighi per via degli infortuni: ci saranno il debutto di Gonalons, il ritorno di Bruno Peres per non affaticare Florenzi, il rientro di Strootman. Confermato Pellegrini, possibile una seconda chance consecutiva per Cengiz: «Volevo far giocare Gonalons a Genova, poi ho scelto altre soluzioni per le parite seguenti. Ora, però, è cresciuto tantissimo e deve dare equilibrio alla squadra. Spero di recuperare Nainggolan per sabato: ha avuto un piccolo fastidio tendineo dietro la gamba, ha bisogno di sfiammare. Schick è arrivato a Roma senza nemmeno cinque allenamenti fatti con la palla con la Sampdoria e non era pronto per giocare, anche se lui diceva il contrario. Ha avuto difficoltà a rimettersi al passo degli altri. Dobbiamo valutare questo piccolo fastidio, mi auguro che si possa allenare bene, in modo da metterlo in campo nel modo giusto. L’ho provato negli allenamenti da centravanti, come alternativa a Dzeko, anche per un motivo di condizione, visto che è meno dispendioso giocare lì». Non esattamente un amore a prima vista. Messaggio finale a chi non vede la Roma tra le favorite per lo scudetto e ai record senza trofei di Spalletti: «Io penso solo al lavoro di campo. È giusto che ognuno esprima la propria opinione, spero di far cambiare a tutti le idee. Integralista? Zemaniano? Io mi sento difranceschiano. Fase offensiva e difensiva non vanno separate: chi pensa che io sottovaluti la fase difensiva fa un grandissimo errore. Allegri ha fissato a 90 la quota scudetto? Al di là dei punti che fai, l’importante è vincere. L’anno scorso si sono fatti 87 punti, ma l’importante è ottenere qualcosa di importante».










