
Eppure Di Francesco, il 21 dicembre prima di volare a Torino per la solita sconfitta allo Stadium contro la Juve, fu esplicito: «Inevitabilmente dovrà esser fatto qualcosa sul mercato». Ignorato a Boston l’sos dell’allenatore, avendo il presidente da tempo tirato le somme, in sintonia con il consulente Baldini. Monchi, per portare 21 calciatori nella Capitale, ha speso 264,7 milioni (contando per intero gli investimenti fatti per Schick e Cristante che prevedono il pagamento pluriennale). Il ds, discreto venditore, non ha però migliorato la rosa. Il simbolo del flop è Pastore. Che non è figlio unico. «Ask Monchi» lo slogan di Pallotta dopo il 7-1 del Franchi. Indica il ds. Tocca a lui rispondere sul destino di Di Francesco e sul mancato rafforzamento del gruppo. Chiede, dunque, il conto in anticipo. Distante da er core de Roma, non dal core business dello stadio. Che dovrà essere aperto ai campioni prima che agli spettatori. E non chiuso come questo mercato d’inverno. In cui sarebbe comunque stato impossibile rimettere insieme i cocci d’estate.










