
CHI SI RIVEDE – Per il difensore questi sono – e soprattutto saranno – giorni particolari. Ieri il compleanno numero 32, sabato il derby contro la sua ex squadra, quella che lo ha portato in Italia e a cui, senza mai nasconderlo, è rimasto legato. Da persona tutta d’un pezzo qual è, Kolarov non ha mai negato il passato biancoceleste, anche se ora è concentrato solo sulla Roma e il modo in cui ha iniziato la sua avventura giallorossa lo dimostra. Quella di sabato sarà una gara speciale, ma il carattere freddo e poco incline alle emozioni potrà aiutarlo.
IN CAMPO – Magari potrebbe aiutare la Roma la possibilità che Kolarov salti l’amichevole in Corea e torni prima ma, a ieri, a Trigoria non c’erano ancora comunicazioni in tal senso, anche se il club, visti i buoni rapporti con la federazione, ci sta provando. Della Serbia è un leader, il posto al Mondiale è già garantito, non è uno di quei calciatori che deve dimostrare qualcosa. Lui, però, alla nazionale ci tiene, anche se in questa stagione ha già superato i 1.500’ e, fino all’amichevole saltata ieri, aveva giocato 4 partite per 90’ con la sua nazionale.
ALTERNATIVE – Ora lo aspettano il derby e la sfida di Madrid con l’Atletico, anche se potrà iniziare a tirare un po’ il fiato già dalla sfida con il Genoa. Emerson è ormai in gruppo da un po’ ed è pronto per rientrare, da ieri si è rivisto col gruppo anche l’ex Primavera Luca Pellegrini, che si era infortunato al crociato durante il ritiro di Pinzolo. Tra qualche settimana anche lui sarà a disposizione e, sulla fascia sinistra, non ci sarà più solitudine. Anche se finora visto il rendimento Kolarov non ne ha mai sofferto troppo.










