
Francesco sarà in tribuna, accanto a Pallotta, che sbarcherà nella capitale per vivere la stracittadina, intenzionato anche a seguire la squadra a Madrid per la Champions. E chissà che effetto farà all’ex numero dieci, per la prima volta ritrovarsi a seguire da dirigente-tifoso il match che l’ha visto protagonista in campo. Si farà aiutare ancora di più da lui, dalla sua esperienza, dalla sua capacità di sdrammatizzare, Di Francesco, che sabato, davanti a quasi sessantamila spettatori, nella sua prima panchina contro la Lazio da allenatore della Roma, cercherà la decima vittoria stagionale (ultima quella a Firenze 2-4). I giallorossi hanno sempre conquistato i tre punti in trasferta (in campionato), per ben 5 volte (da recuperare la sfida con la Sampdoria), e per 4 in casa (perdendo contro Inter e Napoli). Non ha mai pareggiato, la squadra di Eusebio, che ha realizzato 21 reti, subendone 7. I musi lunghi per le condizioni precarie di Nainggolan, sono lievemente addolciti dal rientro anticipato di Kolarov. Il terzino — che da ex laziale vivrà in maniera particolare il suo primo derby sulla sponda opposta — sarà oggi a Trigoria, evitando di giocare con la Serbia l’amichevole in Corea. Ritroverà l’amico Dzeko che da Roma non si è mosso vista la mancata convocazione della Bosnia. L’attaccante, che non segna da un mese e mezzo in campionato (dalla trasferta di Milano), ne sta approfittando per recuperare testa e muscoli. Il centravanti — insieme ad Alisson — le ha giocate tutte, anche in Champions, e più di ogni altro aveva bisogno di tirare un po’ il fiato. Tanto lavoro di scarico e un programma personalizzato per recuperare brillantezza ed esplosività.










