
La domanda che si pongono in molti è: Schick si può integrare facilmente nel 4-3-3 di Di Francesco oppure, come ha fatto capire il suo ex allenatore Giampaolo, andrà incontro a difficoltà non essendo un esterno puro? Il problema non esiste. Ai tempi del primo Zeman, ad esempio, Totti ha giocato benissimo nel 4-3-3, partendo da una posizione di esterno a sinistra. Il calcio non è calcio balilla e Totti – come potrà fare Schick – aveva licenza di accentrarsi e tirare. Schick offre anche un’altra possibilità: un 4-4-2, con il centrocampo a rombo, che vedrebbe De Rossi centrale «basso», Nainggolan trequartista, Strootman e Pellegrini (o Florenzi mezzali) e il ceco in attacco insieme a Dzeko. O anche un «albero di Natale», con Schick e Nainggolan dietro al bosniaco. Che Di Francesco non sia un integralista lo dimostra la gara contro l’Inter, dove ha giocato più con un 4-1- 4-1 che con il 4-3-3. E l’ideale sarebbe stato non sostituire Defrel con El Shaarawy ma con un centrocampista in più. Storie passate. Il futuro è Schick, con la benedizione del presidente Ferrero. «Sono molto contento: Schick sarà romano e romanista. Ci ho messo il cuore in questa operazione. È un ragazzo molto forte, può essere il nuovo Totti. La Roma ha fatto un affare». Anche lui, in verità: lo aveva pagato, un anno fa, 4 milioni. E i tifosi giallorossi non lo chiameranno più Er Viperetta, perché non lo mandato all’Inter o al Napoli.










