
Adesso ci riprova Di Francesco, l’uomo che è riuscito addirittura a portare i giallorossi in semifinale. Con rimpianti. Un anno dopo i problemi sono aumentati, la crescita auspicata è diventata involuzione, l’allenatore si ritrova all’ennesima partita da dentro o fuori. Non solo per la
Champions, ma per il suo futuro sulla panchina romanista. Pesa molto di più la pressione che quel gol beffardo subìto all’andata, il 2-1 è tutto sommato un buon vantaggio da gestire su un campo tostissimo, non più di altri dove la Roma si è cimentata di recente. Di fronte ci sarà un avversario esperto e pieno di buoni giocatori, ma dipende molto da quale versione dei giallorossi si ritroverà di fronte l’ex laziale Coincecao.
Di Francesco dovrebbe optare per il 4-3-3, questa l’unica indicazione fornita dall’abruzzese, che ha blindato tutte le prove a Trigoria, oscurando pure le riprese della tv del club. Se non bluffava – testato anche il 3-5-2 – si vedrà quindi una linea a quattro dietro, con Manolas al rientro probabilmente spalleggiato da Marcano, che il Do Dragao lo conosce meglio di tutti. Lo spagnolo è favorito su Juan Jesus e Fazio, uno fra i centrali dovrà accomodarsi in tribuna. Sulle fasce Karsdorp in vantaggio su Florenzi, mentre dall’altra parte è sicuro di giocare Kolarov. Se il centrocampo sarà a tre, rischia i star fuori di nuovo Nzonzi, De Rossi è irrinunciabile in un momento e una partita del genere, gli intermedi dovrebbero essere Pellegrini e Zaniolo. Ma Cristante spera. Davanti la certezza si chiama Dzeko, stavolta spalleggiato da due esterni d’attacco puri: con El Shaarawy potrebbe toccare a Perotti, seduto ieri in sala stampa allo stadio accanto a Di Francesco.
«Sono qui da tre anni e mezzo – analizza l’argentino – e ci sono stati sempre alti e bassi, non succede solo adesso. Una delle cose più brutte di essere stato fuori a lungo è stata quella di non poter dare una mano e allenarmi con loro. Abbiamo un vantaggio da gestire, se segniamo un gol per loro sarà più difficile. E in campionato abbiamo solo tre punti di distanza dall’Inter quarta». Il Porto dal canto suo ha appena perso lo scontro diretto contro il Benfica e il primato della Liga portoghese. Ma tutti qui confidano nella rimonta. Un contrattempo per Coincecao alla vigilia: troppo vento allo stadio per allenarsi, la squadra ha fatto solo quattro giri di campo ed è rientrata negli spogliatoi. Le notizie migliori il portoghese le aveva però avute dall’infermeria: tutti disponibili, il bomber Marega compreso, tranne Aboubakar.










