
ROTAZIONE NECESSARIA – «Io schiero sempre la squadra migliore» ha chiarito Di Francesco, ricordando che non esiste la Roma dei titolari, ma quella dei giocatori in forma o semplicemente in condizione. La precisazione introduce l’ennesimo turnover, considerato indispensabile quando gli impegni sono ravvicinati. Lo ha sperimentato a settembre, sta facendo lo stesso in questo mese di ottobre. Si presenta, da una partita all’altra, minimo con 4 innesti e spesso arriva fino a 5. È accaduto contro il Torino dopo la dispendiosa trasferta di Londra e nelle partite contro il Verona, il Benevento, l’Udinese e il Qarabag: 5 cambi per 5 successi. Sulla giostra fa salire e scendere, senza guardare in faccia nessuno, big e giovani. La regola è semplice: conta l’allenamento e anche il minutaggio. In 12 match, mettendoci anche questo contro il Crotone, appena 2 volte ha riproposto gli stessi giocatori: contro l’Atalanta e l’Atletico, al via in campionato e in Champions. Anche stasera interverrà in ogni reparto: dietro debutta Karsdorp e torna Fazio, a centrocampo si rivedono Gerson e Gonalons, in attacco di nuovo spazio a Perotti. In più c’è Under, stavolta in ballottaggio con Defrel. Possibili, quindi, 6 novità: uscirebbero Florenzi, Jesus, De Rossi, Pellegrini, Strootman ed El Shaarawy.
ROSA IN FIORE – Con Alisson, solo Kolarov e Dzeko, per ora, hanno il posto garantito: nessuno di due ha la controfigura pronta a scendere in campo. Presto, però, toccherà al centravanti. Perché, con il recupero di quasi tutti gli infortunati (Manolas punta a rientrare contro il Chelsea), pure l’attacco è quasi al completo: Schick, alla seconda convocazione consecutiva, è l’unica punta in stand by. Il fluidificante mancino, invece, dovrà aspettare che Emerson sia disponibile (nell’emergenza Moreno e Jesus si possono spostare sulla fascia sinistra, in teoria anche Florenzi e Peres). L’abbondanza non spaventa Di Francesco che, con 2 titolari per ogni ruolo, avrà la possibilità di dar forza al suo piano che richiede il massimo sforzo psicofisico: attenzione, organizzazione, aggressività, equilibrio e corsa. Preferisce avere più scelta, senza preoccuparsi di mettere a rischio, soprattutto nel breve termine, l’identità. Il turnover sembra garantirgli la continuità nelle prestazioni e anche nei risultati. La Roma è sicuramente in crescita. Ora, sistemata la fase difensiva (5 gol presi: miglior reparto del torneo con il Napoli), deve essere più concreta ed efficace. Cominciando stasera contro il Crotone: 12 gol subiti in trasferta (e solo 1 punto conquistato in 4 gare esterne).










