
Cambiano anche due terzi dell’attacco, con Perotti e Defrel di nuovo titolari sugli esterni e Dzeko confermatissimo al centro dopo la doppietta di sabato scorso. «È in un momento positivo – sottolinea DiFra – e sta prendendo confidenza con il gol». Guai a fermarlo quindi. Mentre per vedere all’opera Schick c’è bisogno di tanta pazienza. «È arrivato a Roma con nemmeno cinque allenamenti col pallone fatti alla Sampdoria. Quando è sbarcato qui ha detto di sentirsi pronto a giocare ma non lo era assolutamente: lo alleno e so le difficoltà che può aver avuto nel rimettersi al passo degli altri. Ha avuto un nuovo piccolo fastidio, salterà questa partita e la prossima. Mi auguro prima di tutto che si possa allenare in maniera adeguata per poi poterlo mettere in campo nel modo migliore. Anche quando ha giocato, seppur per 20 minuti, si è visto che non è ancora brillante». Quando sarà finalmente possibile, lo aspetta un doppio ruolo: esterno a destra e alternativa a Dzeko: «Possono giocare benissimo insieme». E sul tormentone tattico Di Francesco ribadisce: «Chi mi definisce integralista sbaglia e non mi conosce: vi pare che sottovaluto la fase difensiva? Da lì spesso nascono le azioni per far gol». Oggi una nuova prova, sapendo che «battere il Benevento è importante per non staccarsi dagli altri: quella partita in meno ci pesa psicologicamente. Sento parlare spesso degli 87 punti dell’anno scorso, sono tanti, ma è meglio raggiungere un obiettivo alla fine». Spalletti ne sa qualcosa.










