
Schick è appena tornato ed è in qualche modo giustificato dal ritardo di condizione, Perotti ha fatto gol pesanti in ottica Champions League ma non è certo un finalizzatore, Gerson sta prendendo confidenza col ruolo d’esterno offensivo e viaggia ad alti e bassi, mentre i centrocampisti salgono sul banco degli imputati perché hanno contribuito alla causa con appena 4 gol (due di Nainggolan, uno di Pellegrini e uno di Strootman). «Non c’è stata partita – commenta Eusebio – per le dinamiche della gara. Sono felice di aver creato tanto, meno di aver concretizzato poco. Siamo stati poco cattivi e determinati: devi fare gol se vuoi ambire a qualcosa di più. La squadra c’è, ma a tu per tu col portiere si deve segnare. Manca ancora qualcosa per diventare grandi, la cattiveria va allenata. Meritavamo i 3 punti, è solo per colpa nostra che non abbiamo vinto». E proprio mentre Di Francesco racconta i limiti offensivi, a Liverpool Salah segna il diciannovesimo gol in stagione, ricordando alla Roma cosa si è persa. «Momo» non è stato effettivamente rimpiazzato e il tormentone estivo dell’esterno in grado di saltare l’uomo è tornato d’attualità anche in una recente conferenza del tecnico romanista, che coltiva ancora il sogno di mercato di veder arrivare un uomo capace di fare la differenza. Un vero vice-Salah. A Monchi, se potesse, chiederebbe questo più che un nuovo contratto per prolungare la permanenza sulla panchina giallorossa: «Ci siamo accordati con una stretta di mano, vivo ancora di queste cose. Spero di incontrare sempre persone oneste nel mio cammino, com’è accaduto finora, sono stato fortunato». Magari lo sarà anche oggi, quando a Nyon verrà estratto dall’urna il nome della prossima avversaria della Roma in Champions: «Se arriverà il Real Madrid pazienza, troveremo sicuramente qualcuno con qualità importanti».










