
Lontane Napoli (meno di 20 milioni), Lazio (12,2 milioni di ricavi) e Fiorentina (8,2). Certo distanti anni-luce dai ricavi di Barcellona (quasi 140 milioni), Real Madrid (123 milioni) o Manchester United (124). Società superorganizzate, da decenni. Da noi, coi problemi ancora irrisolti di violenza fuori dagli stadi, a Roma e altrove, con le famiglie costrette a tenersi lontane da uno svago domenicale a rischio, i giallorossi non se la cavano affatto male. Certo, negli altri Paesi europei la corsa agli stadi nuovi di zecca o ristrutturati è stata molto forte. Anche perché, quando erano in ballo le stesse società calcistiche (quasi ovunque tranne che in Francia dove gli impianti sportivi sono al 99% pubblici), queste hanno chiesto una parte commerciale consistente attorno allo stadio, ma niente più.
Non centinaia di migliaia di metri cubi di pura speculazione, per residenze e uffici. E poi, quali titoli internazionali recenti possono vantare le società italiane? L’AS Roma in particolare? E la Lazio di Lotito che pure dice di volere un suo stadio? Per San Siro, Inter, Milan e il Comune si metteranno d’accordo se demolirlo o ristrutturarlo. Bisogna vedere quanto influiscono i vincoli della Soprintendenza sul vicino ex Ippodromo del trotto. E quanti cittadini (tanti forse) sono per la seconda soluzione ritenendo l’impianto comunale una “monumento cittadino”. Nessuno parla di “premi” in cubature. semmai di un’area commerciale. Punto.










