
La squadra giallorossa, ad oggi, è a tre successi in serie tra il torneo passato e quello attuale e se dovesse prendere i punti anche domenica alle 12.30 (prima volta a quest’ora nell’era del calcio spezzatino), sarebbe la quarta su quattro partite. Con Garcia alla guida si vinse il confronto dell’8 novembre 2015: 2-0 con gol di Dzeko e Gervinho. Risultato ancor più netto al ritorno con Spalletti il 3 aprile 2016: 4-1 grazie ai sigilli di El Shaarawy, Dzeko, Florenzi e Perotti. A nulla servì l’intermezzo di Parolo.
Infine, la storia recente dell’andata. 2-0 firmato Strootman e Nainggolan, la prima uscita della divisa ad hoc ideata dalla Nike interamente rossa con bordi oro che si vedrà anche nel ritorno. Insomma, non è mai stata un’impresa facile calare il poker nell’arco di due anni, tanto che alla Roma è riuscito solo in tre momenti storici della sua vita. Il primo nel biennio 1935-1937.
La Roma allenata da Barbesino, capitanata da Bernardini e di base a Campo Testaccio superò i rivali con un triplo 1-0 e un 3-1 datato 18 ottobre 1936. Poi si passa alla fine degli Anni 50 e i primi 60, stagioni 1958-1959 e 1959-1960. Con i tecnici Nordahl e Foni la Roma vince 3-1, 3-0, 3-0 e 1-0. Dieci gol segnati e uno subito. Tra i protagonisti di questi match alcuni “totem” del gol della storia romanista come Selmosson, Da Costa e Manfredini.
L’ultima volta succede tra il 2009 e il 2011, con le guide tecniche di Ranieri e Montella. L’Associazione Sportiva della Capitale si impone con Cassetti la prima volta (1-0), con doppietta di Vucinic la seconda (2-1), con Borriello e Vucinic la terza (2-0) e con Totti la quarta (altra doppietta, 2-0). Mai è riuscito ai capitolini di uscire vittoriosi anche nel terzo anno dopo i bis menzionati.
E a proposito di statistiche e ricorrenze, sarà il primo derby di campionato che la Roma giocherà nell’anno in cui compierà 90 anni, escludendo le stracittadine di Coppa Italia. Roma-Lazio arriva in un momento storico importante per le celebrazioni della squadra e della società, nata il 7 giugno 1927.
Quando la Roma ha affrontato la Lazio in Serie A negli anni dei compleanni “tondi” ha quasi sempre fatto bene, raccogliendo spesso punti e belle prestazioni. Per compleanni “tondi” si intende il decimo, il ventesimo, il trentesimo e via dicendo. Il trend nel 1937, nel 1947, nel 1957, nel 1977 e nel 2007 è sempre stato il medesimo: vittoria e pareggio o pareggio e vittoria.
Fanno eccezioni solo alcune annate. Tipo il 1967, in cui i giallorossi ottengono un pareggio e nel successivo torneo non hanno la possibilità del confronto in quanto gli avversari corregionali non frequentavano la Serie A. Come nel 1987, unico caso in cui i bianconcelesti rispondono “assente” all’appello dei massimi campionati 1986-1987 e 1987-1988.
Quest’ultimo è il loro atto finale nella “cadetteria”, degli undici totali trascorsi dal 1900. Mentre, è bene ricordarlo, la Roma ha avuto una sola esperienza nelle zone meno nobili del calcio italiano (1951-1952, vincendo il campionato). Nel 1997, infine, la Roma raccoglie un pareggio e una sconfitta prima con Carlos Bianchi e poi con Zeman in panchina. 3-1 per i biancocelesti, l’unico ko negli anni dispari con il 7 finale. Naturalmente dopo il 1927.










