
Il d.s. ha spiegato i motivi che lo hanno portato a scegliere Di Francesco. «Di Eusebio mi sono innamorato per molte cose, non per una sola partita. Non l’ho scelto perché mi ricorda i tecnici spagnoli, ma perché rappresenta molte delle cose di cui secondo me ha bisogno la Roma». È lo stesso tecnico ad elencare quali. «Non voglio fare proclami, dobbiamo mantenere un profilo basso e tanta umiltà. Dove arriveremo non lo so ma conosco le speranze della gente, viviamo di speranza ma anche di concretezza e i tifosi saranno il nostro dodicesimo uomo. Questa maglia dà sensazioni uniche e voglio trasmettere ai giocatori un grande senso di appartenenza. La Roma è una squadra competitiva con giocatori i alto profilo e che davanti ha avuto una squadra come la Juventus, ma è una squadra top». Ripartirà dal 4-3-3 e dalla base di quest’anno. «De Rossi sarà il mio punto di riferimento, a prescindere se sarà titolare o meno. Nainggolan può fare 18 gol da mezz’ala. Strootman è migliorato tanto negli inserimenti, è un capitano in campo, Florenzi voglio vederlo allenarsi prima di decidere in che ruolo giocherà. Paredes è ideale per il 4-3-3». A Roma porterebbe i suoi ex pupilli Berardi («È di altissimo profilo ma non vuol dire che arriverà») e Pellegrini. «Su Lorenzo sta lavorando la società». Sarà il secondo rinforzo, dopo il difensore messicano Hector Moreno.










