
NUMERI – Che diventa più chiaro analizzando qualche numero: 4 terzini destri (Peres, Florenzi, Karsdorp e Santon) e uno a sinistra (Kolarov) al quale si aggiunge il giovanissimo Luca Pellegrini, ancora a digiuno di presenze in serie A; 9 centrocampisti (Strootman, Cristante, Pastore, Pellegrini, Gerson, Gonalons, De Rossi, Coric e Zaniolo), 3 esterni offensivi che amano partire a sinistra (Perotti, El Shaarawy e Kluivert) e appena uno a destra (Under). È chiaro che si potrà obiettare come alcuni elementi siano adattabili in più posizioni, anche se troppo spesso ci si dimentica quando disse Di Francesco qualche mese fa: «Amo lavorare sulla specificità dei ruoli». Quello che nella Roma a volte manca.
PORTO SU JESUS – Privarsi degli esuberi diventa dunque una necessità per riequilibrare la rosa, abbassare il monte-ingaggi e regalare quella liquidità necessaria (al netto delle situazioni di Alisson e Florenzi) per completare la campagna acquisti. Le offerte non mancano. Il problema è che spesso si scontrano con gli alti ingaggi che percepiscono i tesserati giallorossi. Il Torino ad esempio aveva chiesto Jesus che tuttavia guadagna quanto Belotti (1,8 milioni). Per il brasiliano ora c’è il Porto. Defrel piace a mezza serie A ma viaggia sui 2 milioni di euro. Anche quando si decide di accettare le proposte di prestito secco (è il caso di Gerson e Castan) squadre come l’Empoli e il Genoa faticano poi ad avvicinarsi agli stipendi romanisti. E se si trova l’intesa (Peres) e tutto salta in extremis o come nel caso di Ponce-Aek, si attendono proposte migliori, il lavoro di Monchi (rientra domani) si annuncia in salita.










