
Una buona notizia per Radja, che qualche mese fa aveva anche pensato di dire addio alla nazionale, ma è stato convinto a tornare sui suoi passi dal d.s. Monchi, anche se il calendario così fitto lo costringerà ad un tour de force che a Trigoria, pensando al doppio impegno in 4 giorni contro Lazio e Atletico Madrid, avrebbero preferito evitare. Di Francesco si era abituato ad averlo a disposizione durante le soste, anche perché Nainggolan, a causa del cambio di ruolo rispetto allo scorso anno, ha dovuto «studiare» più di altri quello che gli chiede il nuovo tecnico rispetto a quanto faceva con Spalletti. «Per me – le parole di Nainggolan al sito della Uefa – un giocatore può sbagliare partita, può sbagliare tante cose o non essere perfetto in una giornata, ma l’importante è sempre dare il massimo. Purtroppo nel calcio si guarda troppo quando uno fa gol e non si vede mai il lavoro sporco di un giocatore, che è altrettanto importante». Di sicuro lo sa Di Francesco, che gli chiederà di fare gli straordinari, a partire dalla gara di domani contro la Fiorentina, ennesimo crocevia della stagione. A Firenze dovrebbe essere uno dei pochi a non entrare nelle rotazioni: al suo fianco toccherà a Gonalons e Pellegrini; in difesa tornerà titolare Manolas. Paradossale il caso del greco in nazionale. La Fifa lo ha squalificato per l’andata dello spareggio Croazia-Grecia (9 novembre) perché accusato di essersi procurato un’ammonizione «intenzionalmente» al 90’ di Grecia-Cipro, saltando così la gara con Gibilterra per essere invece a disposizione nello spareggio.










