
Roma si è infiammata subito e le critiche a Pallotta si sono sprecate. Urgeva l’intervento riparatore. «Non mi permetterei mai di criticare pubblicamente Luciano, in caso glielo direi di persona – chiarisce Pallotta –. Alcuni giocatori erano in difficoltà, ma può succedere, con tutte quelle partite ravvicinate». E siccome pure Sabatini non l’ha presa bene, pronto a dire la sua presto, ecco l’altro tentativo riparatorio: «Il mercato non è facile e Walter ha svolto un lavoro straordinario per 4 anni (in realtà più di 5, ndr), non volevo criticarlo. I suoi meriti sono superiori agli errori. Quello che volevo dire è che abbiamo tanti giovani talenti, non mi piace darli in prestito ad altre squadre. È frustrante vederli o non giocare o far così bene altrove».
Poi è il turno di Spalletti. Poteva essere durissimo ed invece ha cercato di giustificare Pallotta: «Il presidente mi ha fatto dire qualcosa da Baldissoni. Per me voleva motivare e difendere i giocatori, magari mettendo in discussione l’operato dell’allenatore. Ci siamo impantanati con una ruota nel fango e la colpa è mia, ma so che abbiamo i cavalli per uscirne fuori e tornare sulla strada giusta». Tranne poi però chiarire due cose.Il discorso sui giovani: «Se la strada è quella, poi bisogna smettere di parlare di vittorie finali, altrimenti la cosa non sta in piedi. Noi per ora vogliamo ancora vincere. E se non vinco vado via, l’ho già detto». E l’utilizzo di Salah: «Senza di lui abbiamo sempre vinto, poi lo tengo fuori un tempo e diventa fondamentale».










