
IL MERCATO – Poi si parla di mercato: è vero che Salah va al Liverpool? “Con queste domande mi sembrate dei giornalisti di Roma – risponde Pallotta -, comunque per ora non c’è niente. Continuano a farci offerte per molti giocatori, e se dessimo retta a tutti partirebbero i tre quarti della nostra rosa. Ora vedremo cosa fare”. Il presidente tiene però a chiarire che ha intenzione di lavorare anche in entrata. “Per migliorare – spiega – ci servono 4 o 5 rinforzi di peso, perché faremo anche la Champions. In questa stagione ci hanno penalizzato gli infortuni, specie nel reparto difensivo. Quello di Florenzi ci è costato almeno 4 punti. E poi non avevamo abbastanza profondità in attacco: Dzeko ha segnato 39 gol ma se si fosse infortunato non so in che posizione saremmo finiti in campionato”. Poi una rivelazione: “Szczesny va via? A me ha detto che vorrebbe rimanere con noi – racconta Pallotta -. E dico di più: sono rimasto sorpreso dal fatto che alcuni di quelli che pensavo volessero andarsene prima e dopo l’ultima partita (quella con il Genoa n.d.r) sono venuti a dirmi che vogliono restare. È segno che abbiamo un bel gruppo, ci manca un po’ di profondità e Monchi ci aiuterà”.
LA JUVENTUS – Ma il futuro passa per i giovani: “le nostre squadre giovanili sono tutte nei playoff – dice Pallotta – e hanno lavorato benissimo. E in America, dove abbiamo undici ‘accademie’ siamo di gran lunga i migliori e qui troveremo i migliori, con il passaporto, da far andare in Italia. In generale, i nostri giovani hanno talento e non accadrà più che vadano altrove, lo metteranno a disposizione della nostra squadra. Poi quando avremo lo stadio sarà tutta un’altra cosa”. Cosa ha di più la Juventus? “Una tradizione e una proprietà consolidata – spiega Pallotta -. Io in un paio di anni ho dovuto imparare tante cose, a cominciare da come funziona in Italia il sistema bancario. Comunque se guardi bene come la Juve ha costruito il team, loro hanno grandi centrocampisti ma anche noi. Sono meglio di noi in attacco, ma in difesa la differenza è che loro stanno insieme da tanto tempo. Sono come i Boston Celtics o i Golden State Warriors, giocatori che si conoscono bene perchè da tanto tempo stanno insieme, e ogni anno inseriscono uno o due giocatori su una grande base: è ciò che dovremo fare anche noi, senza più fare tante compravendite”.










