
SCHICK E RONALDO – Proprio per questo l’attesa per l’esordio da titolare di Schick era altissima. Tra l’altro, per metterlo più a suo agio, era schierato nel ruolo preferito, centravanti, così da far rifiatare Dzeko, titolare in campionato nelle ultime 22 gare. L’esito però non è stato all’altezza delle aspettative. «Peccato, è stata un’occasione persa: avessimo vinto saremmo stati a -3 dall’Inter – spiega Patrik –. Partita difficile, sono deluso per il pari. Per fortuna a livello fisico stavo bene: era tanto che non giocavo 90’, ma devo lavorare per sentirmi al meglio. Certo, abbiamo avuto tante opportunità per fare gol, ma ci è sempre mancato qualcosa». Sul ruolo, comunque, il ceco non fa problemi. «Posso giocare sia centravanti che esterno, partendo largo da destra finisco l’azione come punta». Nonostante la pressione che ha sulle spalle – l’etichetta di acquisto più caro della storia giallorossa pesa (42 milioni) – l’impressione è che Schick abbia carattere e pazienza. Non a caso, quando gli si chiede del sorteggio Champions e del possibile accoppiamento con il Real di Ronaldo, il ragazzo risponde sincero: «È il mio idolo, ma spero di incontrarlo più avanti». Giusto. Meglio aspettare che l’attacco della Roma funzioni a regime. Giulietta, d’altronde, sembra avere promesso che presto o tardi si affaccerà.










