
IL TITOLARE IN PIU’ – Tornando a Pellegrini, quella di sabato sarà la sua prima stracittadina. Per lui, romano e romanista, avrà un sapore speciale. Ne ha giocate molte in Primavera, da protagonista, vincendone diverse ma senza riuscire a togliersi la soddisfazione di segnare. Per quella bisogna tornare ancora dietro nel tempo, quando veniva impiegato sino a 13-14 anni da attaccante. All’Olimpico, però, sarà tutta un’altra storia. Lorenzo è il primo a saperlo. Sta approfittando della pausa per lavorare a Trigoria e farsi trovare pronto. Anche ieri nel test con la Primavera (successo 8-1, tripletta di Dzeko) è stato come al solito tra i più propositivi, andando anche a segno. A Firenze non ha giocato una grandissima partita, ma può capitare. Forse la prima leggermente sottotono, seguita all’esclusione dal match di Champions col Chelsea che Di Francesco, indirettamente, ha così motivato: «Ho pensato che fosse giusto impiegare tanti ragazzi che si erano guadagnati la Champions con Spalletti». Il turnover dell’allenatore abruzzese tocca tutti, nessuno escluso. In campionato Pellegrini ha più o meno lo stesso minutaggio di Strootman (588 a 542 a favore dell’olandese) ma è partito più del 50 per cento delle volte titolare (6 volte su 11, la Roma deve recuperare ancora il match con la Sampdoria) e dato, forse ancora più importante, delle 15 partite stagionali giocate sin qui dai giallorossi, Lorenzo non è stato chiamato in causa solo con Inter e Udinese.
IN CRESCENDO – Sinora è l’elemento in mediana che meglio di tutti interpreta il calcio di Di Francesco. Qualche numero: 15 azioni create, 1 assist, 10 cross su azione, 13 intercetti, 8 respinte difensive, 83,3% dei passaggi riusciti, (240 su 288), 7 conclusioni tentate (4 nello specchio della porta), appena 8 falli commessi e 15 subiti. Numeri che paradossalmente possono lasciare indifferenti se non si ha avuto modo di vedere Pellegrini giocare dal vivo. Corsa, recuperi, tocchi rapidi, inserimenti, chiama il pressing, è il primo a frapporsi spesso e volentieri nelle linee di passaggio avversarie e a far ripartire l’azione. Gli manca il gol, quello sì. In due stagioni al Sassuolo ne ha segnati 9, con l’Under 21 azzurra 4 in appena 11 gare. È arrivato il momento di sbloccarsi anche con la Roma. Intanto a maggio coronerà il suo sogno d’amore con Veronica, sperando di dover rinviare il viaggio di nozze a favore del mondiale in Russia. Veronica, eventualmente,capirà.










