
Il presente, però, è solo la partita contro il Napoli capolista a punteggio pieno (21 punti su 21 e miglior attacco del campionato con 25 gol segnati). Un big match che Pellegrini è impaziente di giocare: «Scendiamo in campo con certezze ben precise. Siamo una squadra, un bel gruppo in cui si può continuare a lavorare e crescere. Il Napoli sta facendo benissimo ma e anche noi abbiamo fatto un bell’inizio. Mister Di Francesco è stato da subito importantissimo, mi ha aiutato molto a farmi capire questo tipo di mentalità, questo modo di ragionare: non bisogna mai accontentarsi». Il modello è Daniele De Rossi: «Da piccolo non avevo capito ancora quale fosse il mio ruolo, ho fatto l’attaccante fino a 13-14 anni, e così non avevo un giocatore a cui ispirarmi. Daniele De Rossi, però, anche per la mia famiglia che è tutta romanista, è sempre stato un punto di riferimento. Poi mi è sempre piaciuto Ronaldinho, ti faceva capire che lui si divertiva mentre giocava. Era bello vederlo giocare perché ti dava gioia e serenità». Gioia sarebbe anche giocare il Mondiale con l’Italia, insieme agli altri due romani/romanisti De Rossi e Florenzi: «Sarebbe una cosa più unica che rara. Sarebbe stupendo. Gli spareggi che ci aspettano a novembre sono importantissimi: prima di tutto dobbiamo dimostrare di poter esserci a questo Mondiale. Sarebbe bello andare con Ale e Daniele che, prima ancora di essere due giocatori fenomenali, sono due persone fantastiche». Ma è meglio non dirlo a Di Francesco. Per l’allenatore, come è giusto che sia, conta solo il presente. E il presente si chiama Napoli.










