
LA SVOLTA – Tutto questo per dire che Pellegrini è il presente e il futuro della Roma. E che mentre la stagione entra nel vivo anche lui cambia i suoi numeri: 164 minuti in campo nelle prime 5 partite (2 panchine, 2 da titolare e 1 subentrando), 262 minuti nelle ultime cinque partite (3 da titolare, una entrando e una in panchina). Anche due gol in questa ultima serie da 5 (4 in campo). E una condizione che cresce, con la consapevolezza che davvero nei piedi di questo ragazzo ci sia l’oro di Roma. Non quello scintillante dei numeri 10, ma quello che fa sostanza, che mette muscoli, cervello e cuore dentro la maglia della vita. Oggi sarà ancora una volta in campo dal primo minuto, di fronte l’Atalanta che produce il suo oro: Gagliardini (adesso all’Inter), Kessie (al Milan), ora Cristante. Giusto così. Ma ancor più giusto che la Capitale giallorossa senta il proprio di orgoglio e lo faccia sentire, più forte, per un proprio ragazzo che con la Roma nel cuore è arrivato fino alla Nazionale. E che se Gagliadini, Kessie, Cristante, valgono 30 milioni ne vale almeno altrettanti. Almeno. A 21 anni Lorenzo ha 61 presenze in serie A, 11 tra Champions ed Europa League ed altre 3 in Coppa Italia. Chiuderà la stagione vicino alle 100 da professionista, come nessuno dei suoi rivali nel ruolo e più o meno pari età.
FUTURO – Anche la Roma sa bene che in questo mercato il suo ragazzo vale più dei 25 milioni di clausola che è stata scritta al momento in cui il ds Monchi e il manager del giocatore Pocetta hanno scritto il contratto. E per questo è credibile che molto presto (forse già in questa sosta?) ci possa essere un contatto per capire come provare a ragionare sulla clausola (toglierla? trovando le giuste condizioni…). Su Pellegrini ci sono gli occhi della Premier. E la Juve ce li aveva messi prima che la Roma lo riprendesse dal Sassuolo. Ma mai fidarsi della Juve. Pellegrini è tornato per restare e la Roma per tenerlo.










