
Ma lo stato d’animo di Totti e della Roma non potrebbero essere più distanti: sabato c’è il Chievo e Spalletti potrebbe uscirne a un punto appena dalla Juventus. Caricando di altra pressione i nervi tesissimi dei campioni, stretti tra la finale di coppa Italia di mercoledì contro la Lazio, il Crotone che all’idea di salvarsi inizia a crederci davvero e quel peso ingombrante: il 3 giugno, il Real, la Champions. Chissà se frullerà nella testa di Buffon e compagnia, in questi giorni romani (costretta pure al trasloco da un hotel di Villa Borghese a un altro sul Gianicolo per un problema di prenotazioni) la tensione di un campionato ancora aperto, almeno sulla carta. E chissà se nelle idee di Spalletti c’è spazio per quel paradosso estremamente romano, nella sua schizofrenia, che da ieri ha iniziato a rimbombare via etere nella capitale: passare in una notte dall’incubo del sorpasso napoletano all’idea che il campionato non sia ancora chiuso.
I modo migliore per salutarsi, visto che alla permanenza dell’allenatore nessuno sembra più credere davvero. «Lavoriamo in silenzio per cercare altre opzioni», ammette il ds Monchi. Baldini ha parlato con Eusebio Di Francesco, che ha ovviamente dato la disponibilità diverso tempo fa, quando aveva congelato l’interesse della Fiorentina dando la priorità alla Roma. Per liberarlo servono 3 milioni, ma i rapporti con il Sassuolo sono talmente buoni (Pallotta riscatterà Pellegrini per 10 milioni) che la risolveranno con la cessione di un giovane: Ricci o Marchizza. La decisione in ogni caso è pressoché presa, il prossimo tecnico seguirà la strada “italiana”: chi viene da fuori, ritengono in una Trigoria scottata dall’esperienza di Luis Enrique, avrebbe bisogno di un periodo di adattamento che la Roma – ora che la Juve sembra vicina – non ha intenzione di concedersi.










