
FLORENZI, 325 GIORNI DOPO – Ritrovando Florenzi (al rientro dopo 325 giorni), testando i giovani Pellegrini e Cengiz Under, ma soprattutto schierando finalmente una formazione senza interpreti adattati, fuori ruolo o indietro nella comprensione del suo sistema di gioco, Di Francesco ha potuto mostrare un bell’abbozzo della Roma che ha in mente. Merito, per la verità, anche del sempre più a rischio Pecchia e del Verona attuale, incapace di imbastire un qualsiasi progetto di resistenza. Tutto facile, con queste premesse, nell’allestimento del tiro a segno giallorosso: uno sparo alto di Pellegrini, un palo esterno di Cengiz Under, un’occasionissima per Dzeko e la zampata di Nainggolan sotto il diluvio che apre le acque della difesa ospite. La Roma potrebbe anche dilagare, ma si «limita» a una doppietta di Dzeko. Nel finale, visto il clima quasi da allenamento, c’è spazio anche per il debuttante di Schick. Il «negativismo», per ora, è evaporato. Benevento, Udinese, Qarabag e Milan in undici giorni possono restaurarlo o dare vita al periodo «positivista».










