
OCCASIONE DA NON SPRECARE – Spalletti, ricordando il tiro al bersaglio contro il Lione (con il record di 25 conclusioni: 9 in porta, 9 fuori e 7 respinte), è convinto che la Roma sia pronta per il Gran Finale. Ora non c’è più l’alibi della full immersion: come il Napoli, suo primo rivale, è fuori dall’Europa. L’unica gara infrasettiminale per entrambe è la semifinale di ritorno di Coppa Italia. Il Sassuolo, ospite nella nuova notte da passare all’Olimpico, capita a proposito. Anche se non bisogna sottovalutarlo, avendo qualità nei singoli e organizzazione di gioco, non è lo stesso del campionato scorso. Viaggia più lento, con 11 punti in meno dopo 28 giornate, ed è solo 13° in classifica, lontano 31 punti dalla Roma e al tempo stesso senza più alcun obiettivo. Si presenta, tra l’altro, avendo, raccolto solo 1 punto nelle ultime 3 gare, tanto da essere contestato domenica scorsa pure dai tifosi, dopo il 4° ko casalingo consecutivo.
CANDIDATURA ANNUNCIATA – Di Francesco, ex giocatore giallorosso ed ex team manager di Spalletti sulla panchina della Roma, da tempo è stato inserito nel casting per la scelta dell’eventuale successore proprio del toscano. E, pur non essendo mai stato capace di battere la sua ex squadra negli 8 precedenti (3 pareggi e 5 sconfitte), si aggrappa alla striscia positiva nelle sue 3 visite consecutive da allenatore del Sassuolo: qui non è mai caduto e si è sempre portato via 1 punto (1-1; 2-2; 2-2). Lo accompagnano nella capitale altri ex (mancheranno, però, gli infortunati Antei e Mazzitelli): da Aquilani a Politano, da Ricci e soprattutto Pellegrini che è già sulla via di ritorno (a caro prezzo: 10 milioni). Ma non è questa la notte in cui la Roma deve fermarsi a rimpiangere i giovani che ha perso per strada. Nè alle occasioni buttate durante la stagione. Stasera conta solo il risultato, a prescindere dagli interpreti scelti anche tenendo conto dello sforzo fatto giovedì (con Szczesny potrebbero riavere spazio dal primo minuto Juan Jesus, Emerson, Grenier e Paredes). Che sia chiaro: il futuro è adesso.










