
ABBONDANZA RITROVATA – Di Francesco lo ha chiamato cinismo. Ma la Roma, in attacco, ha perso improvvisamente pure la lucidità. Il reparto offensivo si è appoggiato, fin qui, esclusivamente su Dzeko, Perotti ed El Shaarawy. L’allenatore, però, solo in 2 partite ha schierato il tridente titolare. Contro l’Udinese e la Lazio, a distanza di quasi 2 mesi da un match all’altro. Sono loro i realizzatori del gruppo: Dzeko con 10 reti (7 in A e 3 in Champions), El Shaarawy con 5 (3 e 2) e Perotti con 4 (3 e 1). Perché il turnover ha funzionato solo con Gerson: 2 gol (entrambi in campionato e nella stessa partita). Gli altri ancora non hanno lasciato il segno: Defrel, Under e ovviamente Schick che è stato utilizzato solo nel finale della gara contro il Verona. Sono giocatori nuovi, cioè arrivati nel mercato estivo, e quindi da aspettare. La situazione, dunque, può solo migliorare. Perché in quel settore, con 7 interpreti a disposizione, preso ci sarà ampia scelta. Schick, più degli altri, è quello che dovrebbe permettere il salto di qualità. Sia nella finalizzazione che nella qualità. E’ appena tornato in gruppo, ieri ha segnato nella partitella, e potrebbe finire nella lista dei convocati per la partita di domenica a Marassi contro il Genoa.
RICAMBIO FONDAMENTALE – Il minutaggio dell’attacco della Roma chiarisce quanto Dzeko abbia bisogno, prima o poi, di riposare. E quindi quanto Di Francesco si aspetti di avere al meglio, e al più presto, Schick e lo stesso Defrel. Il centravanti titolare ha giocato 1061 minuti in A e 459 in Champions: 1510 totali, solo Alisson più di lui con 1530. Seguono staccati gli altri: Perotti con 674 in campionato e 355 in coppa (è il più presenze dopo Dzeko tra le punte, ma con meno minuti di quanti ne ha fatti il centravanti in A), El Shaarawy con 647 e 180, Defrel con 249 e 146, Gerson con 242 e 159, mentre Under e Schick ancora devono debuttare in Europa, rispettivamente solo 238 e e 15 in campionato. La stagione, insomma, passa anche e soprattutto dalla panchina.










