
IN PARTENZA – I segnali, a dir la verità, portano tutti ad una partenza da Amsterdam. Dal tecnico Ten Hag che ammette come «lui e Kluivert saranno le uniche cessioni in questa sessione di mercato». Sempre l’allenatore non più tardi di qualche giorno fa, rincara la dose lasciando trapelare come il marocchino abbia già trovato «un accordo con un altro club, io non posso farci nulla, se non augurargli il meglio». Senza contare poi il connazionale Benatia che durante il mondiale gli augura di vestire giallorosso, «farebbe benissimo con la Roma». Tanti indizi che al momento però non si trasformano in una prova. Il motivo è duplice: in mediana la Roma è overbooking. Lunedì 9, primo giorno di ritiro, i centrocampisti che scenderanno in campo a Trigoria per la prima seduta stagionale, senza contare qualche giovane aggregato al gruppo, saranno addirittura nove: Strootman, Cristante, Pastore, Pellegrini, Gerson, Gonalons, De Rossi, Coric e Zaniolo, trequartista pronto a trasformarsi in intermedio. In un centrocampo che tendenzialmente sarà a tre, vuol dire altrettanti elementi per ruolo. Tradotto: per fargli posto, qualcuno deve partire. E qui si aggancia la seconda motivazione: il cartellino di Ziyech si aggira sui 30-35 milioni. Esborso possibile soltanto in caso di una cessione. Probabilmente due. Se l’indiziato numero uno è Gerson (Bologna o Sampdoria), l’altro per una questione di ruolo, dovrebbe essere inevitabilmente Strootman. Ma l’olandese, al momento, non ha ricevuto nessuna proposta se non timidi sondaggi dal Marsiglia e dall’Inter, e sembra dunque destinato a restare.
POSTI IN PIEDI – Nodi da sciogliere per Monchi – di rientro dalla Spagna domani o mercoledì – non mancano. Da Alisson (oggi il Brasile affronta il Messico negli ottavi al Mondiale: una clamorosa eliminazione della Seleçao accelelerebbe il dentro o fuori con il Real Madrid) a Florenzi, passando per alcuni calciatori che la Roma intende sistemare quanto prima (Peres, Capradossi, Castan, Gyomber, Gerson, Ricci, Ponce, Sadiq, Defrel), la priorità adesso sono le cessioni. Anche per una questione logistica. Di Francesco, che tornerà a Trigoria presumibilmente giovedì per iniziare a organizzare il lavoro con il suo staff, rischia di dover allenare in avvio di ritiro una trentina di giocatori. Complicato, anche nella semplice gestione delle sedute quotidiane.










