
SCELTA PONDERATA- Di Francesco, pur avendo provato la linea già il 16 settembre del 2017 contro il Verona (3-0), ha deciso di puntare sui 4 nel 2018, avendo dovuto aspettare che Florenzi tornasse al top dopo la lunga convalescenza. Così ha scelto la difesa titolare che, comunque, è stata pure modificata, più in mezzo che sui lati. Stesso schieramento, dal 1° minuto, in 19 partite su 51 stagionali: 15 di campionato e 4 di Champions (in campo anche nelle 2 sfide contro il Barça, ma con Florenzi e Kolarov più alti per la presenza di 3 centrali). E ha funzionato abbastanza bene: solo 3 ko, a Torino contro la Juve e all’Olimpico proprio contro l’Atalanta, avversaria domani nella Capitale, più quello ininfluente a Kharkiv contro lo Shakhtar Donetsk nella gara d’andata degli ottavi di Champions. I 4 hanno chiuso la stagione scorsa, con Skorupski in porta, senza incassare gol a Reggio Emilia contro il Sassuolo (23° clean sheet dell’annata) e hanno ricominciato da imbattuti il nuovo torneo. La Roma ha allungato contro i granata di Mazzarri la sua striscia positiva: in serie A non subisce reti da 4 partite di fila (non arriva a 5, però, dall’ottobre 2013, quando con Garcia in panchina i clean sheet consecutivi furono addirittura 7).
TENTAZIONE CENTRALE- Di Francesco, durante il precampionato, ha voluto conoscere Marcano, inserito spesso accanto a Manolas, anche perché Fazio si è aggregato al gruppo più tardi. Il nuovo arrivato è diventato il primo cambio per i centrali titolari: superato Jesus, pure lui mancino come Marcano. Che spera di debuttare domani all’Olimpico. Fazio, però, resta favorito per il posto da titolare. Dietro ai 4, spingono forte i possibili ricambi: Karsdorp va finalmente al massimo in allenamento, Santon è già in sintonia con i compagni e Luca Pellegrini, inserito nella lista dei 24 convocati per la trasferta di Torino e finito in tribuna perché non ancora al top (problema inguinale), sa di essere l’alternativa a Kolarov. Ma la rotazione partirà più avanti.










