
METAMORFOSI – Stasera toccherà a lui, quindi, in un centrocampo presumibilmente tutto nuovo. Con Gonalons che andrà in regia al posto di De Rossi e Nainggolan in ballottaggio con Gerson per il terzo posto da titolare. Insomma, una metamorfosi rispetto al terzetto titolare, anche perché Di Francesco vuole dare spazio e minuti a chi finora ha giocato meno. E Pellegrini è proprio tra questi, nonostante Di Francesco lo abbia cresciuto e plasmato al Sassuolo. «Lavoriamo sempre molto sui movimenti, il mister cerca di darci tante linee di passaggio – ha detto la scorsa settimana, durante la sua presentazione ufficiale – Alle mezzali poi chiede tanto lavoro. Io prima di andare al Sassuolo ero abituato a correre solo avanti, lui mi ha insegnato a farlo anche indietro. Ci vorrà un po’ di tempo perché tutti riescano a interpretare al meglio quello che chiede». E infatti è così, se anche due campioni come Strootman e Nainggolan stanno trovando più di una difficoltà a metabolizzare i dettami tattici dell’allenatore giallorosso.
VITTORIE – Ecco perché allora potrebbe venire fuori a sorpresa proprio Pellegrini, tornato in giallorosso dopo due anni di apprendistato al Sassuolo. Lui che nasce centravanti e che di battaglie ne ha già vinte tante, ad iniziare da quell’aritmia cardiaca dovuta ad un’infezione curata male e che per 4 mesi lo costrinse ai box, senza idoneità agonistica. Oggi Lorenzo è prima di tutto un uomo, più che un calciatore. E dentro il corpo da calciatore ragiona con grande maturità, nonostante abbia solo 21 anni. Magari sono anche pochi per fare il professore. Ma intanto stasera la scuola apre in anticipo e Pellegrini può dare un assaggio di cosa vuole davvero Di Francesco da una mezzala. In attesa che anche Strootman e Nainggolan studino meglio.










