
FUTURO AZZURRO Già, perché se c’è un’ulteriore ricchezza in quei tre è che possono davvero rappresentare anche parte del futuro della Nazionale di Roberto Mancini. Del resto,tutti e tre sono già nel giro, compreso lo stesso Zaniolo, che venne convocato a sorpresa a settembre, senza neanche aver mai messo piede su un campo di Serie A. Da qui a marzo prossimo, quando ci saranno le prossime convocazioni del c.t. azzurro (per gli impegni contro Finlandia e Liechtenstein, qualificazioni ad Euro 2020), possono cambiare tante cose, ma anche in meglio.Di certo a Mancini non saranno sfuggiti i recenti progressi di Cristante (tre gol nelle ultime cinque partite di campionato), la duttilità di Pellegrini e l’impeto e la personalità con cui Zaniolo si è affacciato nel calcio dei grandi. Motivi diversi per tenerli in grande considerazione.
LE DIFFERENZE Tra l’altro, i numeri ci dicono anche come i tre si possano integrare benissimo, fermo restando che anche prima della sfida di Parma Di Francesco è stato chiaro: «Per far rifiatare Cristant e e Nzonzi aspettiamo la sosta, visto che uno con la duttilità di Lorenzo Pellegrini può giocare e bene anche da mediano». Finora, però, è chiaro che dei tre quello che ha maggiore confidenza con la porta è assolutamente Bryan Cristante (in campionato 4 gol, contro l’uno di Zaniolo e Pellegrini), nonostante sia quello che gioca più lontano dalla porta avversaria e tiri in percentuale anche meno degli altri (18 conclusioni in 1122 minuti giocati, contro 16 di Zaniolo in 597 e 13 di Pellegrini in 775). Cristante è anche quello che tra i tre vince più duelli (47,5%, Pellegrini è a 44,7% e Zaniolo al 35,6%), anche quelli aerei (63,2%, rispetto al 47,6% di Pelle e al 33,3% di Zaniolo). Paradossalmente, invece, Zaniolo è il quello che gioca maggiormente in verticale, con la più alta percentuale di passaggi lunghi rispetto agli altri due: 80%, Cristante si ferma al 62% mentre Pellegrini addirittura al 42,9%. Questo sostanzialmente vuol dire due cose: o Zaniolo pensa più in verticale o gli altri partecipano più di lui al gioco, mescolando quindi le giocate e anche le percentuali di passaggio.
FORTUNA Detto questo, quelli citati sono tutti dati su cui Di Francesco costruisce spesso le sue analisi, quando poi va a studiare le prestazioni dei singoli. E finora ne ha tratto una sola convinzione. «Sono fortunato ad avere alternative così a centrocampo». Vero. È una ricchezza. E probabilmente la Roma proprio su questa ricchezza vuole costruire la










