
Ieri si è chiuso il cerchio nello studio dell’avvocato doriano Romei in via Bocca di Leone. Monchi e Baldissoni hanno raggiunto Ferrero, Pradè e Osti per sancire l’accordo: Schick va alla Roma in prestito a 5 milioni, con obbligo di riscatto a 35 (pagabili in quattro esercizi) più di 2 di bonus e una possibile percentuale sulla futura rivendita. È stato un felicissimo Ferrero ad annunciare la fumata bianca, paragonando prima l’attaccante a Beckenbauer (perché?!) per poi definirlo «romano e romanista. Può diventare il nuovo Totti, la Juve si è già pentita». Schick si è potuto così imbarcare da Genova verso la Capitale accompagnato dai procuratori Paska e Satin, «sono contento, è la squadra giusta per me» le sue prime parole da romanista. A Fiumicino, oltre ai tifosi impazziti, ha trovato Monchi in persona ad aspettarlo. Ha scelto la maglia numero 14 che aveva già alla Samp, ha dormito in hotel all’Eur, stamattina si allenerà con i nuovi compagni e dopo sosterrà le visite a Villa Stuart. Saranno più corte del solito perché ha già ottenuto l’idoneità e non c’è necessità di test cardiologici: l’aritmia è un ricordo. Firmerà un contratto quinquennale da oltre 2 milioni netti a stagione e venerdì debutterà nell’amichevole con la Chapecoense. Ora spetta a Di Francesco ritagliargli un ruolo nel 4-3-3: inizialmente un’alternativa a Dzeko, in prospettiva può adattarsi al ruolo di esterno destro. L’unico modulo alternativo per il tecnico è il 4-2-3-1, dove Schick può agire in tutti i ruoli d’attacco. Mercato finito? Non è detto. Monchi è pronto a cogliere un’occasione e prendere un difensore centrale, a patto che riesca a piazzare Castan (ma ha rifiutato già tante destinazioni), Gyomber e Vainqueur. Anche Skorupski può partire e nel caso verrà sostituito, mentre Tumminello è ora libero di partire e preferisce il Cagliari al Crotone. In tre giorni può succedere ancora di tutto.
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