
Il 30 ottobre erano state chiuse le indagini sull’intero affaire. Sulla rete di favori e consulenze, instaurata dall’immobiliarista Luca Parnasi per assicurarsi il via libera sull’operazione Tor Vergata. Tra gli indagati illustri, assieme a Parnasi figura anche l’ex presidente di Acea, Luca Lanzalone, il legale paracadutato dalla Casaleggio associati a Roma per sovrintendere all’affare. Lanzalone avrebbe ottenuto proprio la presidenza Acea in cambio della propria opera. Le indagini su Parnasi coinvolgono anche i suoi collaboratori Gianluca Talone, Simone Contasta, Giulio Mangosi, Nabor Zaffiri, Luca Caporilli. Il pm Barbara Zuin e il procuratore aggiunto Paolo Ielo ipotizzano, a seconda delle posizioni, i reati di associazione per delinquere, corruzione e finanziamento illecito. Il 13 giugno scorso, per nove indagati scattarono le manette.
Nell’inchiesta del pm Barbara Zuin, a rischiare il processo ci sono anche diversi politici tra cui Adriano Palozzi, all’epoca dei fatti vicepresidente del consiglio regionale del Lazio per Forza Italia, Michele Civita, ex assessore regionale e attuale consigliere del Pd, Davide Bordoni, consigliere capitolino di Forza Italia e il soprintendente ai beni culturali di Roma, Francesco Prosperetti. Uno degli ultimi atti è stata proprio la perquisizione a casa e nell’ufficio di Prosperetti.
Quella del costruttore Luca Parnasi e dei suoi cinque collaboratori, era una associazione a delinquere nata con l’obiettivo di “commettere una serie indeterminata di delitti contro la pubblica amministrazione al fine di ottenere provvedimenti amministrativi favorevoli alla realizzazione del nuovo stadio della Roma e di altri progetti imprenditoriali riconducibili all’operatività del sodalizio”. Si legge nell’avviso di conclusione delle indagini dello scorso 30 ottobre.
Secondo i pm, Parnasi, “capo ed organizzatore” dell’associazione a delinquere di cui facevano parte i suoi soci Luca Caporilli, Giulio Mangosi, Nabor Zaffiri, Gianluca Talone e Simone Contasta, avrebbero “avvicinato pubblici ufficiali” e “compiuto operazioni di intermediazione illecita” con la “promessa di dazione di denaro e di altre svariate utilità”
I pm ipotizzano un giro di corruzione sul via libera al progetto, sia pure con un taglio di cubature che avrebbe influito sulle infrastrutture necessarie previste dalla formulazione originaria.
Sempre a fine ottobre era stato notificato l’avviso di conclusione indagini anche a Daniele Leoni, funzionario del Dipartimento Urbanistica del Comune di Roma, Giampaolo Gola assessore allo sport del X Municipio, l’architetto Paolo Desideri, Fabio Serini, commissario straordinario dell’Ipa, Luciano Costantini, dello studio Lanzalone, e poi a Stefano Sonzogni, Mariangela Masi e a Claudio Santini, ex capo di Gabinetto al Mibact.










