
Poi il futuro, diviso tra calciomercato e ipotesi sul futuro allenatore. Nel primo caso si parla, naturalmente, di Kessie. Ieri, allo studio Tonucci, si è tenuto un incontro tra il nuovo d.s. Monchi, il suo collaboratore Massara e il presidente dell’Atalanta, Percassi. La notizia, però, era un’assenza: quella di Atangana, il procuratore del giocatore ivoriano, che si era invece incontrato con i vertici del Milan (l’amministratore delegato Fassone) perché la sua volontà è portare il suo assistito in rossonero. Il Milan avrebbe alzato l’offerta all’Atalanta a 35 milioni (inclusi bonnus) e promesso al giocatore 2 milioni netti, a salire, contro il milione e 200mila euro iniziali della Roma. Il club giallorosso, forte dell’accordo con l’Atalanta fissato mesi fa (28 milioni, bonus compresi, da pagare nel 2018) , continua a essere ottimista, ma al Milan sono convinti della possibilità di sorpasso, proprio in virtù dell’intesa con il procuratore.
Dopo la conferenza stampa di presentazione, Monchi ha parlato a Onda Cero, facendo un primo paragone tra passato andaluso e presente giallorosso: «Roma e Siviglia fanno un mercato simile, anche se la Roma ha un budget maggiore, quasi il doppio. La Roma non va al prodotto finale da 50 o 80 milioni: non va da Pjanic ora che è alla Juve, ma ci va prima; prende Marquinhos dal Brasile, non dal PSG. Però, rispetto al Siviglia, ci sono un po’ di soldi in più, basta guardare il monte ingaggi dei due club». Monchi ha risposto anche sull’allenatore: «Emery? L’ho sentito un mese fa, sapendo che stavo per andarmene, voleva dirmi “in bocca al lupo” e chiacchierare da amico. Marcelino? Mi ha mandato un messaggio 15-20 giorni fa, però non ci ho parlato di persona. Allenatore spagnolo alla Roma? Qui c’è un tecnico che voglio convincere a restare, conquistandolo con il mio lavoro. Il desiderio è che Spalletti resti alla Roma. Poi, se deciderà di andarsene, io e la società penseremo il da farsi». Monchi, in realtà, ha nascosto il vero obiettivo: Ernesto Valverde, dell’Athletic Bilbao. Il problema è che Valverde è nella lista ristretta dei possibili successori di Luis Enrique al Barça e, perciò, tutto è congelato.










