Sul «chi paga?» ormai si rincorrono voci disparate (o disperate?): un generoso finanziatore che in cambio avrà una quota della Roma (avanti, c’è posto); un generosissimo Lotti (sì,il ministro) che dirotterebbe denari del Cipe (sì, il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica). Insomma, qualcuno lo pagherà ma intanto, se si vuole almeno salvare l’apparenza della pubblica utilità, il Ponte di Traiano, sacrificato sull’altare del «taglia le cubature!», deve rientrare nel progetto. Senza, lo stadio della Roma difficilmente vedrà la luce a Tor di Valle.
FONDAMENTALE – Il Ponte cassato (tanto c’è quello dei Congressi, Berdini dixit) è il grande tema della nuova Conferenza dei servizi che si apre stamattina in Regione (negli uffici di viale Cristoforo Colombo). Come reinserirlo nel dossier? E soprattutto, chi tirerà fuori i circa novanta (sì, 90) milioni di euro che servono a mettere in piedi il collegamento dello stadio (e annessi e connessi) alla Roma-Fiumicino? Collegamento, è bene ricordarlo, fondamentale, avendo già rinunciato a dotarsi di un trasporto su ferro degno di una capitale.
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