
IDEA – Di Francesco cambia perché nulla cambi, in un gattopardiano senso della conservazione della specie: per prevenire infortuni, e soprattutto per evitare che si crei una differenza di condizione atletica tra chi gioca tanto e chi gioca poco, è utile concedere ad almeno 16-18 giocatori un congruo numero di minuti, specialmente in un periodo denso di partite. Sono processi lenti che possono produrre risultati più avanti, nella fase decisiva della stagione. Stasera la Roma si esibisce per la prima volta in una partita di Serie A nel Sannio ma già sabato sarà di nuovo in campo per affrontare l’Udinese e il mercoledì successivo sfiderà il misterioso Qarabag nella lontana Baku, con vista sul Mar Caspio.
A TERRA – Certi aggiustamenti sono però forzati. Vedi Nainggolan, che ha dovuto dare forfait per un tendine infiammato, vedi Florenzi, che non può giocare due partite in cinque giorni dopo aver aspettato 11 mesi prima di rientrare: sabato sera alla fine di Roma-Verona era stremato, faticava a camminare per uno sforzo al quale non era più abituato. Tutti e due comunque saranno disponibili per la prossima partita.
CONTINUITA’ – Non uscirà di squadra invece Lorenzo Pellegrini dopo l’ottimo debutto da titolare di sabato. Difficile infine che Di Francesco rinunci agli insostituibili: da Dzeko a Manolas fino a Kolarov, che è l’unico calciatore di movimento della rosa ad aver giocato tutti i minuti nelle prime quattro partite, la Roma in questo momento ha bisogno dei propri pilastri.










