
A quel punto la partita della Roma è diventata un semplice allenamento e un aperitivo tv per chi stava aspettando Napoli-Juve. Dzeko ha messo dentro il suo primo gol dopo otto partite all’asciutto dalla doppietta di Stamford Bridge e Strootman ha raddoppiato con i giocatori della Spal che hanno chiesto a loro volta l’intervento della moviola per un fuorigioco di El Shaarawy. Ma per la Spal il diritto d’appello tv è zoppo. E infatti il club, ordinato il silenzio stampa, si è poi parecchio arrabbiato: «Ma che noi stiamo qui a pettinare le bambole? Per noi il Var non esiste? ». Di Francesco ha risposto così: «Io ci sono passato prima di loro (al Sassuolo ndr). Lamentarsi aiuta veramente poco, ho sempre evitato di piangermi addosso» . Dipende sempre, insomma, da che parte si sta.
I gol di Pellegrini e Viviani su rigore hanno dato vivacità al match fino all’ingresso di Patrik Schick, l’acquisto più costoso della storia della Roma (42 milioni), talento 21enne finora martoriato dagli infortuni. Attaccante centrale, perfino fisicamente identico a Dzeko, per non entrare in conflitto tattico col bosniaco, deve adattarsi a fare l’ala e prendere il posto di fatto di Salah, del quale fu merce di scambio sul calciomercato. Schick ha avuto anche buone occasioni da gol ma la situazione di compromesso non sembra per ora giovargli. Le partite con Qarabag e Chievo saranno chiarificatrici.










