Davvero un peccato (di nuovo). Ci sono sconfitte che bruciano per il risultato ma che, al tempo stesso, restituiscono la misura esatta del valore di una squadra. Uscire dall’Old Trafford con un passivo di 3-2 contro il Manchester United è un verdetto che punisce forse oltre misura la Roma, protagonista di un primo tempo straordinario, fatto di coraggio, organizzazione e personalità… ma si sa, le partite durano 90′ ed è proprio su questo aspetto che Gian Piero Gasperini deve lavorare soprattutto in Champions League. Il proverbio “Non c’è due senza tre” (Fenerbahce da 0-1 a 1-1, Real Madrid da 3-1 a 3-4, Manchester United da 0-2 a 3-2) non è mai stato cosi azzeccato.
La partita si è infiammata fin dalle battute iniziali, offrendo quel copione spettacolare che solo la Champions League sa scrivere. I giallorossi hanno dominato nella prima frazione di gioco lottando su ogni pallone e creando numerose occasioni da gol. Insomma se il primo tempo fosse finito 0-3, nessuno poteva dir nulla. I padroni di casa sono rinati nella seconda frazione di gioco facendo valere la pressione asfissiante del proprio pubblico e l’incredibile tasso tecnico dei suoi interpreti offensivi, capaci di colpire nei momenti di flessione della tensione difensiva romanista.
Il 3-2 finale lascia imprescindibilmente un retrogusto di amarezza. Quando sfiori l’impresa e ti ritrovi a un passo dal strappare un risultato prestigioso in trasferta, il rammarico è inevitabile. Ma l’analisi va ben oltre il tabellino: questa Roma ha dimostrato di possedere la maturità mentale per reggere l’urto nei campi più ostili d’Europa. La notte di Manchester non deve rappresentare un freno, bensì il punto di partenza per credere fermamente nel proprio percorso europeo.
Resta la consapevolezza che, per competere fino in fondo con l’élite del calcio europeo, servirà per curare ogni minimo dettaglio e mantenere alta la concentrazione per tutti i novanta minuti. Ma con questo spirito e questa identità di gioco, i giallorossi possono guardare al futuro con fiducia e ambizione. Avanti così, non bisogna mollare adesso.
FONTE: Redazione Tuttoasroma – Roberto De Marco











