Ci sono notti d’Europa che pesano: la notte di Manchester è sembrata un sogno lucido, un déjà vu che brucia forte sulla pelle dei romanisti (reduci dalla sconfitta contro il Real Madrid per 4-3). Un primo tempo dominato dai giallorossi di Gasperini e griffato da un gol di Soulé e da un rigore freddissimo, battuto (e ovviamente segnato) dal bomber olandese Donyell Malen. Tutto da manuale, almeno fino al fischio d’inizio del secondo tempo. Per la Roma di Gasperini il secondo tempo è un vero e proprio cortocircuito, svuotata della determinazione che nel primo tempo aveva portato al vantaggio. L’evidente fragilità difensiva ha concesso al Manchester United di Carrick, fino ad allora in bambola, di ribaltare le carte in tavola. Al 55′, il portiere colombiano Vasquez (schierato al posto dell’infortunato Gollini) para il rigore di Bruno Fernandes, illudendo i giallorossi. Tuttavia, le nuvole sembrano allontanarsi per i Red Devils: l’arbitro fa ripetere il rigore al centrocampista, a causa di un ingresso anticipato di Cristante in area, e questa volta la palla finisce in rete. La Roma viene travolta dalla furia cieca dello United, e della sua tifoseria, che chiude la partita con i due gol firmati da Matheus Cunha e finisce così, con i giallorossi che escono dall’Old Trafford leccandosi le ferite.
Ma in questo sport non c’è tempo per le lacrime e la Serie A riporta Gasperini e i suoi ragazzi alla realtà: sabato 7 novembre alle 20:45 le luci dell’Olimpico si riaccendono per la sfida contro il Sassuolo. La Roma disputerà la sua nona partita post sosta, dopo un calendario densissimo di appuntamenti, affrontando la squadra dell’ex giallorosso Aquilani. La sfida contro il Sassuolo è un vero e proprio specchietto per le allodole: sulla carta sembra la squadra giusta contro cui ricominciare ma di fatto, presenta una rosa potenzialmente pericolosa, sfacciata, in grado di trovare occasioni nei momenti di blackout. Sarà proprio sul campo dell’Olimpico, quindi, che la Roma dovrà mostrare una solidità non solo fisica, ma anche, e soprattutto, mentale.
Gasperini, inoltre, arriverà all’appuntamento di sabato con non pochi problemi all’interno della sua rosa. Parliamo di una vera e propria emergenza: Paulo Dybala e Manu Koné (forse sarà convocato) restano ancora, con molte probabilità, in dubbio. Out anche Rensch, in seguito ad una lesione di primo grado all’adduttore lungo della gamba destra. In dubbio la presenza di Gollini che, a causa di un problema alla schiena, lascia Gasperini con ulteriori punti interrogativi a cui dover rispondere. Una Roma affaticata, costretta a contare i superstiti. Il tecnico di Grugliasco dovrà tirare fuori “il coniglio dal cilindro”, mettere in atto una vera e propria manovra tattica dove non ci si potrà aggrappare agli alibi. D’altronde, non ci si può nascondere dietro ad un dito, la rosa attuale è questa, e da questa bisogna ripartire, compiendo scelte astute e ponderate. Vedremo, con molta probabilità, una formazione dove si unirà l’estro di Soulé alla capacità di creare occasioni e gol di Malen, dove ci sarà spazio per giovani astri nascenti come Mora e vecchie, ma solide, certezze come De Roon.
La delusione all’Old Trafford non deve trasformarsi in una depressione collettiva ma in un serbatoio di rabbia e fame di vittoria. Il Sassuolo, dal canto suo, non scenderà in campo per fare sconti a nessuno ma tenterà di mettere il dito nella piaga nelle ferite ancora aperte dei giallorossi. La Roma ha l’obbligo morale di dimostrare maturità, freddezza, schiena dritta, non solo per sé stessa ma per i tifosi, per la maglia.
La probabili formazione: (3-4-2-1) Vasquez; Mancini, N’Dicka, Hermoso; Lulli, De Roon, Cristante, Molina; Soulé, Mora; Malen.
FONTE: Redazione Tuttoasroma – Teresa Morea











